Angelo Ravaglia: “L’incendio della Lotras che non muore mai ed il principio di precauzione”

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Per giorni  i fumi velenosi e tossici della Lotras hanno continuato ad impestare l’aria di Faenza e della bassa Romagna in base alle correnti d’aria.

E’ mai possibile che a tutt’oggi le uniche misure prese verso la popolazione siano stati gli inviti a chiudere le finestre e a lavare le verdure?

I dati ufficiali, finalmente comunicati da Arpae, anche se “tranquillizzanti” poiché i livelli di diossina  sarebbero “compatibili con l’incendio ed inferiori a quelle misurati in analoghe situazioni” (testuale), inducono a chiedere : non sarebbe stato più prudente impedire almeno la commercializzazione di ortaggi e frutta prodotti nel comune di Faenza in attesa dei risultati ?

Questo in base al sacrosanto principio di precauzione (ex art.301 Codice dell’Ambiente) e all’art.1 della Legge sanitaria nazionale che pone  il Sindaco come massima autorità sanitaria.

Ci siamo già dimenticati che viviamo in una regione a rischio ambientale elevato e che anche il Comune di Faenza ha recentemente approvato lo stato di emergenza climatica?

Oggi si tratta di fronteggiare non solo sostanze  come polveri sottili e ossidi di azoto, ma anche diossina e metalli pesanti, il cui sforamento dei limiti di legge è inammissibile non solo penalmente, ma può comportare pesanti conseguenze sulla salute dei cittadini.

L’Ausl deve , a questo punto, monitorare costantemente le filiere animali ed alimentari per evitare che certe sostanze possano entrare nel ciclo e comunicare i risultati in tempo reale.

Angelo Ravaglia

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