Europa Verde Ravenna a ENI: “Da subito investimenti solo su fonti rinnovabili”

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Europa Verde di Rimini e Ravenna si rivolge al presidente Stefano Bonaccini dopo la richiesta di ulteriori aree di estrazione in mare: “La svolta green è l’unica in grado di coniugare tutela ambientale e occupazionale”.

Di seguito il testo della lettera aperta di Europa Verde, la formazione ambientalista della coalizione di centrosinistra per le regionali del 26 gennaio 2020, a Stefano Bonaccini:

Presidente Bonaccini, se vogliamo un cambiamento sostanziale delle politiche regionali sull’energia rinnovabile, questa è l’occasione giusta. L’ENI denuncia le sue difficoltà a mantenere posti di lavoro se non gli verranno concesse ulteriori aree per l’estrazione di metano. Serve una risposta immediata a difesa dei lavoratori, ma che indichi a ENI la strada da percorrere: da subito investimenti solo su fonti rinnovabili. È ciò che ci chiedono i giovani dalle piazze ed è quello che la stessa ENI ha promesso a Ecomondo. Non possiamo pensare di continuare con le scelte sbagliate del passato con la scusa del mantenimento dei posti di lavoro. Serve una rapida transizione energetica che sia concertata con le parti sociali. Una transizione verso le rinnovabili che, oltre a rappresentare una fonte di energia pulita, costituiscono anche un’opportunità occupazionale.

Quella che abbiamo davanti è un’opportunità da non perdere e da Europa Verde ci sarà tutto il sostegno a progetti condivisi per investimenti che andranno nella direzione della sostenibilità ambientale e non in mere strategie di greenwashing. La prima azione concreta potrebbe arrivare dal vento e dal mare, da una “wind farm” realizzata al largo delle coste Riminesi, come hanno proposto tutti gli attori politici e non di quel territorio. L’eolico offshore ha attualmente la potenzialità di soddisfare una grossa fetta dell’intero fabbisogno di elettricità della costa romagnola.

La seconda azione deve essere l’incentivazione massiccia ed investimenti importanti per gli impianti fotovoltaici sia a livello pubblico che privato. Tornando alla nostra costa romagnola, bisogna ricordare che si tratta di un ecosistema in cui processi naturali e quelli di origine antropica si sommano e interagiscono modificandone le caratteristiche morfologiche, fisiche e biologiche; sono territori ove più spesso si manifestano fenomeni di erosione, ingressione salina e subsidenza con gravi danni agli ambienti naturali e alle attività economiche.

Bisogna contrastare assolutamente la subsidenza indotta e arrestare totalmente, da subito, il prelievo delle acque sotterranee e del metano nelle zone costiere. In questa epoca storica è necessario un “Green New Deal”, una rigenerazione industriale orientata alla sostenibilità. Se ne parla tantissimo ma i contenuti sono pochi, quindi è fondamentale che a Rimini e a Ravenna ci sia una proposta, in stato di avanzamento concreto, per la realizzazione del primo parco eolico off-shore in Italia. L’energia eolica può rappresentare non solo una soluzione culturalmente avanzata ed ecosostenibile per soddisfare la voracità energetica del territorio, ma anche un’interessante potenzialità nell’ambito della conservazione e del potenziamento della flora sommersa e della fauna ittica, nonché dell’ecoturismo. E anche una significativa fonte di lavoro. O ridurremo le emissioni di CO2, l’inquinamento dell’aria e la dipendenza dalle fonti fossili o andremo incontro a scenari che nemmeno immaginiamo. Oggi è chiaro a tutti che politiche di equità, sostenibilità, lavoro e, in ultima analisi, la ricerca della felicità richiedono una visione sistemica ecologista.

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