“Il potenziamento dell’ospedale di Faenza sarà da noi sostenuto”: l’assessore regionale Donini in un’iniziativa del Pd a sostegno del candidato sindaco Isola

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La sanità faentina verrà riqualificata e l’ospedale verrà aggiornato in termini di personale e di strumenti tecnici per essere al servizio di una comunità che oltre ai sei Comuni dell’Unione della Romagna Faentina comprende le toscane Palazzuolo e Marradi, nonché le forlivesi Modigliana e Tredozio. E’ quanto, in buona sostanza, ha affermato l’assessore Raffaele Donini, che nel suo giro elettorale ha fatto tappa in città per ribadire il suo sostegno a Massimo Isola, candidato sindaco del centrosinistra, nel corso di un’iniziativa pubblica che ha visto schierati altri “numeri uno” del Partito Democratico: il senatore Stefano Collina, presidente dal 5 febbraio al 29 luglio scorsi della 12esima Commissione permanente (Igiene e Sanità) di cui era membro dal 22 gennaio 2019, la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della Commissione per le Politiche per la Salute, e Michele De Pascale, sindaco di Ravenna, ma anche presidente dell’omonima Provincia e della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss) della Romagna.

Ad aprire l’incontro coordinato da Manuela Rontini è stato Massimo Isola, il quale ha sottolineato un punto cardine del suo programma elettorale: l’avvio di un’evoluzione del sistema socio-sanitario locale che sia “presente, qualificato, efficace, da costruirsi su uno scenario da pieno 21esimo secolo con più risorse rispetto alla situazione pre-Covid”.

“Il primo tema è il lavorare in squadra, discutendo e anche scontrandoci, in modo da arrivare ad avere un sistema regionale al vertice in Europa – ha detto il candidato del Pd che guida il centrosinistra -: Stato, Regione, Provincia sono fondamentali in un’ottica di gioco di squadra ‘per noi’. Un nostro punto fermo è il rafforzamento dell’ospedale, ma anche il ‘fuori ospedale’, accettando la sfida della Medicina che si riappropria del territorio. Il nostro presidio ospedaliero ha punti di forza e di debolezza: un pezzo alla volta interverremo, a cominciare dal punto nascita e della pediatria, per migliorare la situazione in tutti i termini. All’Ausl della Romagna chiederemo una grande operazione su Faenza per la tecnologizzazione e la digitalizzazione dell’ospedale. Da subito abbiamo bisogno di una Casa della Salute efficiente, quindi all’Ausl chiederemo medici suoi per dare risposte immediate; in questi giorni poi sto lavorando con i medici di medicina generale per riallacciare quel filo spezzato che ha impedito di avere le risposte alle esigenze della popolazione. Oggi dovrà riprendere il collegamento con i medici della Medicina di Gruppo”.

“In Regione abbiamo il massimo rispetto per tutti gli amministratori locali, qualunque sia la loro appartenenza politica – ha evidenziato Donini -: che si rivolgano all’assessore, al presidente ha interlocuzione, risposte e soddisfazione, perché noi ci comportiamo così in maniera istituzionale. Ma c’è una differenza tra i candidati sindaci: quelli di centrosinistra lavorano insieme con il territorio, non soltanto ‘per il territorio’. Se Faenza vuole sviluppare un adeguamento forte dei servizi sanitari e assistenziali-sociali sul territorio, partendo da un rafforzamento dell’ospedale, della pubblica assistenza, della Casa della Salute come elemento di congiunzione tra la sanità territoriale e quella ospedaliera, non può ‘abbaiare alla luna’: deve ottenere tutto questo nelle sedi competenti, nel dialogo con il presidente della Ctss, coi sindaci della Romagna, con la Regione in un confronto quotidiano, leale, costruttivo, capace di portare a casa i risultati. Spero che Massimo Isola porti a casa una vittoria importante per Faenza e per il centrosinistra; lavoreremo insieme perché non c’è solo un programma, ma una ‘visione’, quella di investire più risorse nella sanità. Per 15 anni tutti i Governi hanno accettato quella regola che imponeva una decurtazione dell’1,4 per cento rispetto alla spesa del personale socio-sanitario del 2005. Oggi finalmente tutta la politica ha capito che in questo settore vanno impiegate più risorse, che arriveranno, ingenti. Il potenziamento dell’ospedale è nel programma del centrosinistra e sarà da noi assolutamente sostenuto. Stiamo tentando di riaprire alcuni punti-nascita nei Comuni montani, che avevamo chiuso noi sulla base di una legge dello Stato, ma essendo fondamentali stiamo tornando indietro, garantendo le massime condizioni di sicurezza. Faenza, che non è un piccolo Comune, giustamente punta al rafforzamento del punto-nascita e del percorso pediatrico. Ma ci potranno essere altri potenziamenti con i ‘fondi sanitari’ in arrivo: uno riguarda le tecnologie nelle diagnosi e nella chirurgia, migliorando le prestazioni in qualità e quantità. E’ un investimento che faremo insieme. Ci confronteremo nella Ctss”.

“Una città come Faenza nel piano d’investimenti e d’organizzazione dei servizi deve avere la dignità, il ruolo e il peso che corrisponde alla popolazione (circa 100mila, tenuto conto dei quattro Comuni collinari fuori provincia: n.d.r.) – ha affermato Michele De Pascale -: per alcune strutture di Faenza diventate dipendenti da Ravenna, saremo chiamati a fare il contrario cioè a ridare a Faenza, e penso a punto-nascita, ginecologia, pediatria, la dignità di un centro autonomo con la propria direzione e le proprie strutture”.

Il Sistema sanitario regionale pubblico ha retto egregiamente all’urto della diffusione del Covid-19, ma esaurito il periodo dell’emergenza la ripresa delle attività ambulatoriali è stata lenta e faticosa, in particolare per quanto riguarda gli esami strumentali per alcuni dei quali ad oggi non è nemmeno possibile per gli utenti avere gli appuntamenti.

“Si tratta del settore delle cosiddette ‘liste d’attesa’, che ha pagato il prezzo più alto – ha detto De Pascale -, anche per la ragione che per settimane abbiamo detto agli utenti di stare lontano dagli ospedali che si rivelavano primo luogo di contagio, nonostante l’impegno di tutti perché ciò non avvenisse. Questo ha determinato liste d’attesa lunghissime: da quando siamo ripartiti, stiamo cercando di recuperare, sapendo che i medici e gli infermieri hanno fatto 4-5 mesi senza riposo. E’ stato necessario tra luglio e agosto di ridurre i ritmi del periodo precedente. In questo caso si può ricorrere anche alla sanità privata, accreditata e convenzionata passando dai Centri unici di prenotazione”.

“L’Unione Europea ci darà tanti soldi, in parte a fondo perduto e in gran parte come prestiti ma ci chiede di presentare dei progetti fatti bene e di renderli operativi in breve tempo – ha spiegato Stefano Collina -; sulla base delle esperienze e delle interlocuzioni ho presentato in Commissione una proposta che è stata accolta e divenuta Decreto in tema di semplificazione con una precisa ‘finestra temporale’. In breve per esempio, con una semplice Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività: n.d.r.) si può realizzare una Rsa da un capannone dismesso in mezzo alla città dando inizio ai lavori entro il 31 dicembre 2022, senza variante urbanistica: questo perché si fa edilizia sociale, purché l’operatore sia un Ente pubblico, una società partecipata”.

A cura di Rodolfo Cacciari

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