Eugenio Fusignani replica alla Pigna: macché pressioni indebite ho solo fatto il mio dovere

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Il vice Sindaco Eugenio Fusignani al telefono è piuttosto sconsolato dopo l’attacco personale a lui rivolto – peraltro non nuovo, nemmeno nella forma dura ed estremamente sgarbata – da parte della Lista La Pigna. “Se richiedere agli uffici e alla Polizia locale il rispetto della legalità è un reato, ebbene io ho compiuto un reato. – dice Fusignani – Fuori dal paradosso, mi sono limitato ad esercitare le mie prerogative di pubblico amministratore avendo ricevuto la segnalazione di un cittadino che lamentava il pericolo per un elemento dell’impianto di filodifussione ammalorato. Non sapevo nemmeno di chi fosse l’impianto. L’ho saputo solo dopo. Ho semplicemente chiesto che si accertassero le cose e le eventuali responsabilità, anche del Comune, e che il privato che doveva provvedere provvedesse. La mia mail alla Polizia locale parla chiaro. Nessuna pressione e nessuna interferenza. Ho solo fatto il mio dovere. E l’ho fatto nell’interesse generale, non contro una parte. Su tutte le altre affermazioni della Pigna ci sarebbe solo da ridere. Ma non mi stupisco più di nulla, loro sono abituati a fare queste sparate.”

Cioè? Non è la prima volta che lei finisce nel mirino della Pigna.

“Ma cosa vuole. Io voglio solo ribadire che ho fatto il mio lavoro e il mio dovere e non ho esercitato alcuna pressione indebita. Altri sono abituati a usare questi mezzi, non io.”

A cosa si riferisce?

“A cose che sanno tutti. Che sapete voi dei giornali e che loro stessi, quelli della Pigna, riportano nei loro comunicati e sulla loro pagina Facebook. La Pigna in questi anni ha fatto centinaia e centinaia di richieste di accessi agli atti del Comune di Ravenna costringendo gli uffici comunali a fermare la propria attività per produrre decine di migliaia di documenti ad uso e consumo della lista civica. Siamo all’eccesso. Secondo me questa non è più politica. Si fa un uso abnorme del potere di controllo e verifica sulle attività del Comune – che è giusta e sacrosanta – per creare un clima di sospetto e alimentare una politica dei dossier e degli attacchi personali a questo o quell’assessore. Per me queste cose non sono degne di essere definite politica. Tutto ciò non ha più alcuna attinenza con un doveroso controllo dell’attività amministrativa. Siamo in un altro campo, e non è il mio.”

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