Faenza. Lega attacca Pd sulle “mancette elettorali”, consigliere Padovani: “Incarico legale ma inopportuno dal punto di vista politico”

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Non sfugge alla Lega ed ai suoi consiglieri comunali la buccia di banana politica sulla quale pare essere scivolata la macchina elettorale che ha portato al successo Massimo Isola e il centrosinistra a guida PD alla consultazione comunale dello scorso settembre.
Un frettoloso incarico diretto, al costo forfettario di 5.000 euro, ad un peraltro valente professionista locale della comunicazione appare come il compenso, pagato dall’Unione della Romagna Faentina, per il lavoro svolto a supporto mediatico della campagna a favore del neo sindaco.

Dopo un paio di settimane di comunicati ed interventi vari, la Lega convoca una conferenza stampa per spiegare nei dettagli riferibili la sua critica politica nei confronti del primo cittadino, del Partito Democratico, di “Faenza Cresce” (lista civica di impronta cattolica “generata” in ambienti PD), nonché di un apparato elettorale che dopo tre mesi dal voto sembra abbia maldestramente trovato il sistema per retribuire un collaboratore che apparentemente aveva svolto la sua opera come volontariato gratuito. Con il capogruppo in Consiglio Comunale Gabriele Padovani, ci sono i colleghi consiglieri Andrea Liverani (che è anche consigliere regionale e segretario faentino), Giorgia Maiardi e Roberta Conti; assente per precedenti impegni Alvise Albonetti. Organi d’informazione convocati nella Sala Riunioni “Maria Laura Ziani” della “Casa delle Associazioni” in centro, luogo “storico” dove nel settembre 2009 l’allora civico Giovanni Malpezzi si candidò alle primarie del centrosinistra, per poi divenire sindaco per 10 anni e mezzo fino a consegnare la guida di Palazzo Manfredi al suo “vice” Massimo Isola.

Parte all’attacco Liverani, che lo scorso 9 gennaio uscì allo scoperto denunciando pubblicamente con “Un dubbio ci pervade: che sia una mancia per l’impegno in campagna elettorale? Quali servizi renderà alla comunità faentina per promuovere il Palio il sig. Cappelli?”. Due righe che dicevano già molto. “Dobbiamo ringraziare Padovani che ha scovato questo problemino all’interno del Partito Democratico, che ha fatto una cosa che noi non riteniamo assolutamente giusta. Stiamo parlando di una ‘mancetta’ a una persona che ha fatto la campagna elettorale per il Pd: è scorretto, soprattutto in questo periodo di difficoltà economica per tutti – esordisce il segretario leghista -. Vogliamo che sia chiaro che siamo in Consiglio a rappresentare tanti faentini e che faremo opposizione dura fino al 2025, perché è quello che ci viene chiesto”.

E’ Gabriele Padovani a sviscerare il “fattaccio”, commentando subito alcune parole del sindaco (“L’unica cosa che ho davvero capito della polemica è che il centrodestra non conosce il progetto” disse al “Corriere Romagna” il 13 gennaio): “Mi spiace che Isola abbia detto questo. Conosciamo bene l’intero sviluppo di tutto quanto; abbiamo anche fatto ‘accesso agli atti’ esaminando i documenti prima di spiegare la cosa ai cittadini”.

Il capogruppo racconta come tutto sia partito da un bando del 27 luglio del Ministero per i Beni Culturali che assegnava al vincitore un finanziamento per le rievocazioni storiche di circa 68.000 euro. Il progetto, presentato dall’Unione della Romagna Faentina, è stato giudicato il migliore su 114 in concorso: il fine era sviluppare attività di valorizzazione del Palio del Niballo e dare un contributo economico ai Rioni. Il 4 novembre era giunta da Roma la buona notizia dell’assegnazione della somma, ma anche la richiesta perentoria di presentare entro il 13 novembre quello che può essere definito lo schema attuativo e chi l’avrebbe reso concreto, ossia personale comunale, Rioni, associazioni ed alcuni professionisti. In fase di realizzazione c’è, per esempio, un archivio fotografico delle manifestazioni del Niballo.

“Il 9 novembre il signor Tommaso Cappelli, che si occupa di ‘comunicazione, promozione e marketing’, presenta un sintetico preventivo – illustra Gabriele Padovani – che, senza selezione, viene accettato e il giorno dopo ottiene la determinazione dirigenziale 2884/2020 di finanziamento per 5.000 euro Iva inclusa da parte della dirigente del Settore Cultura dell’Unione, Benedetta Diamanti, ‘ad affidare direttamente alla ditta individuale Tommaso Cappelli il servizio di redazione dei testi, contenuti per le varie produzioni audio, video e web delle attività progettuali di cui al bando per la rievocazione storica anno 2020’. Quello che non torna è la non coincidenza con il preventivo”.

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Tommaso Cappelli, fonte Facebook

Cosa scrive Tommaso Cappelli come attività prevista per ricevere il compenso di 5.000 euro? Ecco qua: “Servizio di coordinamento, redazione ed elaborazione testi per il progetto dedicato al Niballo-Palio di Faenza che comprende la creazione di un archivio digitale storico-fotografico, la realizzazione di una galleria fotografica on line e la produzione di un video promozionale dedicato alla manifestazione”.

“Nella determina non si parla di ‘coordinamento’, che normalmente si tratta di una cosa importante – spiega il capogruppo della Lega -, a differenza di quanto illustrato nel preventivo. Significa che Cappelli percepirà denaro anche per quello che non gli è chiesto di fare? La somma indicata è il massimo, non il minimo previsto per un affidamento diretto di incarico: significa che, potendo, gli sarebbe stato dato più denaro? Si tratta di interrogativi che dovranno essere chiariti. Qui c’è solo del clientelismo”.

Ma chi è Tommaso Cappelli, il quale finora si è tenuto lontano dall’entrare nella contesa che è puramente politica, dato che gli stessi esponenti della Lega affermano di non potere né volerlo giudicare sotto alcun punto di vista?
Studente universitario a Bologna, fratello di uno dei due consiglieri comunali di “Faenza Cresce” e lui stesso appartenente dalla prima ora al laboratorio di idee “Faenza 40 20” sviluppatosi “a lato” del Pd, egli stesso riferisce sul suo profilo Facebook di essere stato segretario particolare (del senatore faentino del Pd Stefano Collina, n.d.r.) al Senato della Repubblica e di avere lavorato presso l’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna nella segreteria della Presidenza della Commissione Territorio Ambiente Mobilità e nella segreteria della Presidenza della Commissione Politiche Economiche. Brillante operatore nella comunicazione digitale, è stato “l’ombra di Massimo Isola” durante la campagna elettorale 2020, curandone l’immagine sulle reti sociali, come dirette di manifestazioni e discorsi, nonché fotografie accattivanti che hanno sicuramente avuto parte positiva nell’elezione dell’attuale sindaco, il quale, va detto, di comunicazione se ne intende molto anche per conto suo.

Difeso da Isola in un paio di interviste, Cappelli ha affidato il 12 gennaio a Facebook solo queste poche parole: “Lo scrittore francese Jean Dutourd sosteneva che davanti alle persone in malafede non si riuscirà mai ad avere l’ultima parola. Mi auguro che almeno in questa occasione Dutourd abbia torto, un piccolo desidero per l’anno appena cominciato”.

Gabriele Padovani sottolinea che nell’intoppo politico “Cappelli non c’entra”, perché “chiamiamole insinuazioni, ma ogni apparenza porta a pensare che con denaro pubblico si paghi un pezzo di campagna elettorale. Inoltre, se noi non avessimo saputo e illustrato pubblicamente questa faccenda, cosa avrebbe fatto Cappelli? Se ha fatto meno lavoro, presumo che farà uno sconto. La Lega presenterà un’interrogazione in Consiglio Comunale per sapere quanto lavoro ha svolto finora Cappelli, se è documentabile. Vedremo più avanti se sarà il caso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica”.

Affermando che il procedimento è stato “legale sotto tutti i punti di vista”, il 13 gennaio il sindaco precisò che il criterio di scelta del giovane professionista si era basato su “un principio di rotazione: un po’ alla volta daremo possibilità di collaborare a tutti i professionisti”.
“Non capisco – replica Padovani -. Significa forse che, se viene individuato un professionista molto valido che svolge bene il suo lavoro al servizio del Comune o dell’Unione della Romagna Faentina, non gli può essere rinnovato l’incarico perché bisogna necessariamente fare posto ad altri, magari meno validi? Voglio pensare – conclude l’esponente della Lega – che, facendo le necessarie ed opportune selezioni, si cerchi sempre il meglio”.

RoC

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