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Elezioni a Ravenna. Il centrodestra litiga sul nome di Filippo Donati. Per Ancarani la candidatura è divisiva. Lega e Fd’I replicano

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Il centrodestra ravennate sta cercando con un certo affanno un candidato “civico” autorevole da opporre a Michele de Pascale. Finora non l’ha trovato. Il nome dovrebbe unire tutti, ma il primo che è stato fatto ha già fatto volare gli stracci. In questi giorni, infatti, è circolato il nome dell’albergatore Filippo Donati, presidente di Assohotel regionale, gestore del noto Albergo Diana in centro storico a Ravenna, con un passato politico ondivago, ma sempre piuttosto libero da vincoli di partito. Nel 2016 Donati appoggiò il progetto civico di CambieRà e di Michela Guerra. La notizia dei contatti fra Donati e il centrodestra circolava sottotraccia da tempo ma è diventata di pubblico dominio dopo un articolo del Corriere Romagna in edicola oggi, 7 aprile, in cui lo stesso albergatore conferma contatti con Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna. Contatti, ma nulla di più. Anche se Donati sembra lusingato dalla proposta e lascia intendere di essere disposto a mettersi effettivamente in gioco. La scelta della Lega non convince però Forza Italia e Alberto Ancarani. Infatti, non passano che poche ore dalla pubblicazione dell’articolo che Ancarani esce con una dichiarazione su Facebook in cui sbarra la strada a Donati in modo inequivocabile.

“Leggo sul Corriere Romagna che il centrodestra dovrebbe affidarsi come candidato sindaco a una personalità, umanamente simpatica e sicuramente conosciuta, nota tuttavia per aver fatto parte direttamente o indirettamente di tutte le “parti in commedia” della politica ravennate e nazionale passando da candidature alle parlamentarie dei 5 stelle ad una vicinanza al Pd chiaramente espressa dalla sua nomina in una fondazione bancaria da parte di un precedente sindaco di Ravenna (Fabrizio Matteucci, ndr). Si tratta di una ipotesi di candidatura sbagliata nel merito e nel metodo a cui Forza Italia si oppone con forza.” Così Alberto Ancarani, che raggiunto al telefono è ancora più esplicito.

“Sul piano politico è una candidatura impresentabile – dice il capogruppo di Forza Italia – e io avevo già espresso la mia contrarietà a Morrone nell’ultimo incontro di qualche giorno fa, quando ha fatto il punto delle candidature e ci ha parlato di questi contatti. Filippo Donati poteva avere senso come candidato unitario 5 anni fa, se avessimo fatto l’accordo noi del centrodestra con CambieRà: allora avremmo potuto battere de Pascale. Ma adesso Donati non è un candidato che unisce il centrodestra. A me non convince affatto per i suoi trascorsi. È stato leghista, poi ha trascorso qualche mese in Forza Italia, si è avvicinato al Pd al punto da essere nominato da Matteucci in una fondazione come rappresentante del Comune. Poi ha cercato di candidarsi con i grillini. Uno così non è affidabile, è un cercatore di poltrone. Come persona mi sta simpatico, Donati, ma come candidato del centrodestra non c’azzecca. È divisivo. So per certo che anche lo stesso Ancisi non convergerebbe mai su una candidatura come quella di Donati.”

A stretto giro di posta alle parole di Ancarani arriva la dura replica di Jacopo Morrone (Lega) e Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia) a cui in questo caso si accoda anche l’ex candidato Sindaco di 5 anni fa Massimiliano Alberghini. I tre non tirano in ballo Donati, ma rispondono ad Ancarani in tono aspro.

“È ovvio che la coalizione di centrodestra punti al candidato più autorevole e propositivo come sindaco di Ravenna. Un candidato che conosca a fondo il territorio e la città, ma soprattutto che sia ben consapevole delle dinamiche economiche. Non si creda che l’uscita dall’emergenza sanitaria sarà indolore per la Romagna, nonostante la nostra terra sia certamente privilegiata rispetto ad altre aree del paese. Per la ripartenza serviranno persone concrete e pragmatiche, persone che conoscano il mercato e le difficoltà delle aziende. Persone che non si nascondono dietro promesse e propaganda, metodi tipici delle amministrazioni guidate dalla sinistra, per affrontare le conseguenze economiche e occupazionali derivanti dalla pandemia e da anni precedenti di stallo. Negli ultimi mesi abbiamo cercato tutti insieme, come coalizione di centro-destra, di individuare un candidato che avesse capacità e autorevolezza, in linea con i capisaldi di politiche alternative a quelle che fino ad oggi hanno caratterizzato le sindacature ravennati. Ci sembra fossimo tutti concordi nel dare priorità a un programma chiaro e trasparente di attività da attuare, piuttosto che alle appartenenze politiche. – dicono i tre – Spiace che l’amico Alberto Ancarani di Forza Italia abbia levato gli scudi nei confronti di un nome noto, stimato e qualificato emerso dai media. Le motivazioni di Ancarani appaiono pregiudiziali e pretestuose. Serve una riflessione in più da parte di Forza Italia sull’obiettivo che l’intera coalizione si sta ponendo, che non è il primato di una singola forza ma il rinascimento di Ravenna. Crediamo sia sotto gli occhi di tutti che il Pd si è svuotato di ogni forza progettuale e ideale per diventare un partito legato solo al potere e alla sua gestione. Per questo dobbiamo puntare, insieme, al cambiamento”.

Così la nota Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, Alberto Ferrero, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, e Massimiliano Alberghini, del gruppo consiliare “Alberghini”. Basterà? Non basterà. Perché Ancarani si dice pronto a fare le barricate per opporsi a Donati. L’altro partner della coalizione di centrodestra del 2016, Alvaro Ancisi, non mette voce nella polemica, ma di fronte alle divisioni del centrodestra sembra sia intenzionato ad andare al voto per conto suo. Come avrebbe manifestato a più riprese ai suoi interlocutori. Insomma, se non siamo al tutti contro tutti, poco ci manca.

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