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Mingozzi (Pri): l’OMC annuale è una ragione in più per difendere imprese e occupati del settore oil&gas

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Giannantonio Mingozzi, in qualità di esponente del PRI ravennate, interviene apprezzando “la cadenza annuale decisa per OMC e le conseguenti opportunità di promozione del settore  e dei collegamenti internazionali e commerciali per la città”, tuttavia non nasconde la preoccupazione che il settore dell’off-shore e dell’oil&gas non venga adeguatamente difeso e salvaguardato. “Per quanto possa essere utile il processo di transizione energetica lo scenario che si prospetta, con forze politiche e movimenti avversi al Co2 e ai progetti di stoccaggio, avversi ad ogni ipotesi di nuove concessioni da parte del Governo, con una certa titubanza ad accogliere come fatto positivo le proposte dell’Eni per la costa romagnola, compreso il possibile pagamento delle fiscalità e degli oneri ai Comuni dai 2012 in poi, come in parte già avvenuto, insomma non ci possiamo più permettere alcuna titubanza nella difesa assoluta di imprese ed occupati del comparto e di quello che rappresenta per l’economia ravennate”.

L’appuntamento del Pitesai, vale a dire lo strumento di pianificazione generale delle attività minerarie e di ricerca sul territorio nazionale deve vedere la Regione Emilia-Romagna attiva e convinta nel difendere la realtà produttiva ravennate sostiene Mingozzi: “Come repubblicani sosterremo in ogni sede la produzione energetica delle imprese e dei dipendenti ravennati; non ho bisogno di rammentare i dati forniti dal ROCA in una recente tavola rotonda: dai 3 miliardi del 1992 si è passati all’1,1 di fatturato ravennate del 2020; i 10.500 occupati del 1992 oggi sono 3.700; la produzione di gas metano in Italia è passata dai 21 miliardi di metri cubi di 30 anni fa agli attuali 5 miliardi, anche se ancora per almeno vent’anni avremo bisogno dai 60 ai 70 miliardi l’anno e sarebbe bene produrne una parte in proprio per essere meno dipendenti da altri Paesi e non concedere le nostre risorse all’altra sponda dell’Adriatico. Credo che oggi ogni indugio politico, istituzionale o imprenditoriale non sia per nulla giustificabile.”

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