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Parte il Cantiere Ravenna. Filippo Donati è il capocantiere aspirante Sindaco. Le maestranze quelle di Lega e Fratelli d’Italia foto

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Il matrimonio fra centrodestra e Filippo Donati è cosa fatta. Per costruire a Ravenna l’alternativa al Pd e alla sinistra che governano da decine di anni. L’obiettivo è sempre quello: far cadere la roccaforte rossa. Ci provò anche il civico Massimiliano Alberghini nel 2016, che ora è qui un po’ da comprimario, ma porta al mulino anche la sua acqua. Allora l’alleanza era più larga: al momento della presentazione del Cantiere Ravenna da parte di Donati e dei maggiorenti di Lega e Fratelli d’Italia – i partiti leader del centrodestra – all’appello mancano ancora Forza Italia e Lista per Ravenna. E chissà se alla chiamata risponderanno mai. Il Cantiere Ravenna a quanto si è capito va avanti comunque, anche senza di loro, che potranno sempre salire sul treno in corsa in un secondo momento.

Ma attenti a fare bene i calcoli, ha ammonito Jacopo Morrone: “Perché qualcuno può legittimamente pensare di correre da solo al primo turno per poi far convergere i suoi voti al ballottaggio su Donati, ma restando fuori dalla coalizione le singole liste rischiano di non avere rappresentanti in Consiglio comunale.” Il messaggio è chiaro ed è rivolto ad Alberto Ancarani e ad Alvaro Ancisi, per i quali la porta è aperta.

Nella foto di gruppo finale del Cantiere Ravenna dunque ci sono Filippo Donati, che farà la sua lista civica indipendente e sarà il candidato Sindaco, Jacopo Morrone (Lega), Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia), Roberto Petri (Fratelli d’Italia), Massimiliano Alberghini, l’ex candidato indipendente, Lorenzo Zandoli (Lega).

Donati

Ma partiamo dall’inizio. Filippo Donati, 59 anni, storico albergatore di Ravenna, dà ufficialmente il via in Piazzetta Unità d’Italia al Cantiere Ravenna, un laboratorio fra civici che fanno capo a lui e partiti (Lega e Fd’I), per un progetto e un programma di governo della città per “dare nuovo smalto a Ravenna” dopo questa fase molto critica della pandemia. Ci sono gruppi di lavoro, commissioni, confronti, si scrivono, leggono, emendano programmi, i soliti riti della politica e delle coalizioni amministrative. Poi si arriverà alla sintesi. Attorno alla candidatura a Sindaco di Filippo Donati, civico al 100%, con una sua lista indipendente appunto. Lega e Fratelli d’Italia sono con lui. Il progetto è aperto a chi ci vuole stare, ha già fatto sapere e ripete Donati, che sottolinea di avere già dato le opportune dimissioni dai suoi incarichi associativi (Assohotel e Assoturismo) per la nuova avventura politico-amministrativa.

Filippo Donati è pacato e richiama per titoli alcuni temi al centro del suo programma: il turismo, il commercio, la città e le periferie. Dice che turismo a parte, l’economia ravennate era imballata già prima del Covid e serve una spinta nuova per rilanciare la città, per una Ravenna più inclusiva. Invita al confronto “civile”. Senza urlare o strepitare o fare cose strane. Altri citano poi la vicenda delle talpe in comune per stigmatizzare un certo modo di fare politica, da cui Donati e il suo Cantiere Ravenna vogliono tenersi lontano.

“Noi siamo per un progetto alternativo” a de Pascale, al Pd e alla sinistra chiarisce Donati, che dice: “Noto che dall’ultima intervista rilasciata dal Sindaco il nostro progetto ha già ottenuto un risultato: quello di alzare il livello del dibattito”. Sulle critiche per la sua presunta appartenenza all’attuale sistema, Donati taglia corto: “Ho sempre criticato questo sistema e non ne ho mai fatto parte. È un sistema che include chi ha le stesse idee, se tu hai idee diverse non sei ascoltato. Io ho sempre avuto le mie idee, adesso trovo che Lega e Fratelli d’Italia siano interessati a confrontarsi su queste e a lavorare insieme a me.” Poi aggiunge: “Ho assunto un incarico in un istituto bancario, in un’occasione, semplicemente perché indicato dalla mia associazione economica.”

Dopo Donati tocca a Ferrero ed Alberghini. Quindi ai due uomini forti della politica: Morrone e Bignami. Il segretario della Lega Romagna enfatizza la figura di Donati “ravennate doc, una persona che conosce il territorio, un uomo dell’impresa”, poi annuncia che la coalizione farà “campagna elettorale con il sorriso” non contro qualcuno ma per i ravennati. “Le talpe non ci interessano” ha stoccato. Ha calcato la mano sulla necessità del cambiamento e dell’alternanza in un sistema di potere arrugginito dopo 70 anni. “Togliere la ruggine fa bene dopo tutto questo tempo, come abbiamo già fatto a Forlì, a Riccione a Brisighella” ha concluso Morrone che ha insignito Filippo Donati del titolo di “capo cantiere”.

Galeazzo Bignami ha parlato di sicurezza, oil&gas e porto attaccando il Sindaco che “non è riuscito a far inserire nemmeno una volta il nome di Ravenna nel PNRR” aggiungendo che “non ci sono i 200 milioni di euro per Ravenna di cui parla de Pascale.” Poi la stoccata: “Se il Sindaco non è capace di difendere gli interessi di Ravenna a Roma vuol dire che non è adeguato”.

Da ultimo l’esponente tira fuori dal cappello a cilindro il modello Guazzaloca: è quello a cui lui guarda per battere il Pd e la sinistra a Ravenna. Quel modello che poi sarebbe stato replicato anche a Forlì con Zattini. Bignami sorvola sul fatto che Guazzaloca i bolognesi lo hanno provato una volta poi più. Ma tant’é. Quella era Bologna e qui siamo a Ravenna. I tempi sono cambiati. Lega e Fratelli d’Italia si contendono i voti in giro per il paese ma qui stringono alleanza per far vincere il civico Donati e per far le scarpe a de Pascale.

In partenza il Cantiere è meno affollato dell’altra volta. Ma il capo cantiere Donati è pronto ad accogliere tutti quelli che si metteranno l’elmetto per dare una mano. Ed è certo che il cantiere si allargherà. “Perfino molti repubblicani mi hanno telefonato per dirmi di andare avanti” dice. E che la campagna elettorale cominci.

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