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“Per il Clima – Fuori dal Fossile”, manifestazione ambientalista contro impianto stoccaggio CO2 il 17 maggio a Ravenna

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Il Coordinamento Ravennate della campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”, insieme alle altre realtà del mondo ambientalista ha convocato per mercoledì 12 maggio, alle ore 17, in Piazza del Popolo a Ravenna una manifestazione in favore di “una reale transizione ecologica, a partire dal rifiuto dell’impianto di stoccaggio di anidride carbonica (CCS), che ENI vorrebbe costruire a Ravenna, con il beneplacito di gran parte del mondo politico, imprenditoriale e sindacale. La tecnica dello stoccaggio della CO2 nei fondali marini è una tecnica troppo recente per poterla definire poco rischiosa, ed è talmente invasiva da non lasciare dubbi sul forte impatto che genera sull’ambiente. Inoltre è costosissima e prevede lo spreco di miliardi che potrebbero essere utilizzati per  avviare a realizzazione tanti progetti, che già esistono, finalizzati a un deciso passaggio alle energie rinnovabili. E soprattutto, il ricorso allo stoccaggio dell’anidride carbonica rinvia sine die l’avvio di tali progetti infinitamente più sostenibili, perché non avrebbe senso investire nella costruzione dell’impianto e poi dismetterlo dopo pochi anni d’uso.”

“Se questa è l’espressione di quel Green New Deal di cui si parla, va contrastata con decisione. Non si può accettare una visione della transizione che non sia quella di iniziare subito il passaggio alle rinnovabili, anziché rinviarlo a un futuro non meglio identificato, conservando il predominio delle energie fossili e affidandosi a tecnologie impattanti governate dalle stesse lobbies, ENI in testa, che stanno mettendo le mani su tutto. – affermano gli organizzatori – Del tutto recentemente, il Ministero per la Transizione Ecologica (che giustamente è stato battezzato Ministero per la Finzione Ecologica) ha firmato altre 11 concessioni per nuove prospezioni petrolifere sia in terraferma che al largo delle nostre coste, quasi tutte di ENI, attività che verranno sostenute con ingenti somme di denaro dei cittadini e delle cittadine di questo Paese, che il nostro Governo annualmente continua a erogare. Stoccare la CO2 nei fondali marini non è la soluzione, ma un aggravamento del problema. Non sarà certo lo stoccaggio della CO2 a salvarci dal cambiamento climatico e dalle sue drammatiche conseguenze, che già stiamo sperimentando e che tenderanno a peggiorare nei prossimi anni.”

“Ci mobilitiamo perché a Ravenna e nel suo territorio la popolazione sia realmente informata del fatto che lo stoccaggio di CO2 non è affatto – come ENI i suoi sostenitori vorrebbero far sembrare – una metodica che abbatte le emissioni (né di anidride carbonica nè altre), ma un modo per perpetuare uno stato di cose non più accettabile” conclude il coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”.

POTERE AL POPOLO ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE

“Il Riscaldamento Globale è dovuto in gran parte all’emissione di CO2 (Anidride carbonica) in atmosfera dovuta ai processi industriali e in generale di combustione di materiali provenienti da fonti fossili (Carbone, Petrolio, Metano ecc.). Questo riscaldamento eccessivo è, a detta della maggior parte degli scienziati mondiali, fautore degli eventi catastrofici a cui stiamo assistendo nonché di quelli peggiori previsti già fra pochi anni. A questo punto nasce l’idea del CCS che altro non è che un procedimento inventato dalle aziende del fossile per rinviare l’abbandono dell’utilizzo di fonti fossili per produrre energia e consiste nel catturare e sotterrare la CO2 prodotta dai processi industriali iniettandola con grande pressione direttamente nei giacimenti di gas naturale situati nell’offshore Adriatico antistante Ravenna. Questa tecnologia è molto costosa e rischiosa – scrive in una nota Potere al Popolo – poiché non esistono studi approfonditi sulle interazioni con gli strati geologici del sottosuolo ed è stata abbandonata dagli USA come nel caso di Petra Nova appunto perchè troppo costosa. Nel nostro caso invece le aziende come ENI stanno cercando di ottenere dei finanziamenti Pubblici Europei dai fondi per il Next Generation EU destinati invece ad altri progetti legati alle fonti rinnovabili. Potere al Popolo di Ravenna è totalmente contrario a questa gestione della CO2 con CCS ed in particolare si stigmatizza la posizione del Sindaco di Ravenna che con la sua strenua difesa del CCS mantiene una posizione contraria alla difesa del territorio e dell’ambiente e quindi contraria agli interessi dei cittadini.”

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