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Cesena. Giovedì 10 giugno raccolta firme di Fratelli d’Italia per chiedere più sicurezza in particolare nella zona della stazione

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“La strenua, ma poco credibile, difesa di quanto fatto finora dall’amministrazione comunale sul fronte sicurezza ci lascia interdetti. Si continua a sottovalutare il problema, la sinistra sta condannando Cesena al degrado”. Ad affermarlo è Alice Buonguerrieri, vice commissario provinciale e commissario comunale a Cesena di Fratelli d’Italia. Proprio Fratelli d’Italia, insieme a Gioventù Nazionale, ha organizzato per giovedì 10 giugno al parcheggio Gasometro (dalle ore 20.30 alle 21.45) l’iniziativa ‘Riviviamo la nostra Cesena!’: un presidio con raccolta firme da destinare all’amministrazione comunale per chiedere più sicurezza in particolare nella zona della stazione.

“Le ultime affermazioni del sindaco Lattuca – osserva Buonguerrieri – sono a nostro avviso pericolose e fanno intendere come non si voglia fare tesoro degli errori del passato. Derubricare gli ultimi episodi di delinquenza a semplici minacce perseguibili con querela di parte, codice penale alla mano, significa non avere la consapevolezza delle conseguenze che si possono generare non affrontando il problema prima che sfugga di mano. O semplicemente il sindaco non vuole vedere, probabilmente per una mera questione ideologica, la realtà che si sta materializzando a Cesena: non è una questione di percezione, siamo di fronte a episodi di delinquenza in continuo aumento, da un sindaco ci aspettiamo che prenda in mano la situazione per il bene dei suoi cittadini. Lattuca non l’ha fatto e per capire quanto possano incidere positivamente le scelte di un’amministrazione comunale sulla sicurezza non occorre fare tanta strada: l’esempio arriva da Forlì”.

“Altrettanto pericolose – continua Buonguerrieri – sono le affermazioni del segretario comunale del Pri, Romano Fabbri, che prova a distinguere la delinquenza in base alla provenienza sociale, mettendo benestanti da una parte e persone che provengono da situazione di disagio dall’altra. Come se la delinquenza dei poveri fosse diversa da quella dei ricchi, oppure come se ci fosse una diversa punibilità e gravità in funzione della provenienza economica dei soggetti: siamo al paradosso. Si tratta di una teoria che lascia il tempo che trova, così come quella di Lattuca secondo il quale l’amministrazione comunale ha già fatto il possibile. Badiamo alla sostanza: i condomini di vicolo Gasometro hanno paura di parcheggiare l’auto sotto casa perché i delinquenti agiscono indisturbati. Intanto c’è chi perde tempo a fare politica senza inquadrare il problema, finendo per lasciarlo irrisolto”.

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