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Ravenna. Il comune sostituirà i suoi mezzi più inquinanti con quelli elettrici. Approvata la proposta di Maiolini-Piccinini (M5s)

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Semaforo verde in Consiglio comunale alla proposta di accelerare con il rinnovo del parco auto del Comune di Ravenna grazie agli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici ed a zero emissioni che la Regione sta per varare attraverso un bando ad hoc.

La mozione, presentata dal consigliere Marco Maiolini, è stata approvata all’unanimità nell’ultima seduta del Consiglio comunale e prevede di svecchiare il parco auto comunale, comprese le auto della polizia locale, i mezzi di servizio e quelli dedicati anche al trasporto scolastico, anche per ridurre le emissioni inquinanti e contribuire così al miglioramento della qualità dell’aria.

Un intervento reso possibile grazie al lavoro portato avanti dal MoVimento 5 Stelle in Regione Emilia-Romagna che, grazie alla proposta della capogruppo Silvia Piccinini, è riuscito a destinare all’interno del bilancio regionale 4,5 milioni di euro destinati alle amministrazioni comunali per il rinnovo del loro parco auto per la sostituzione dei mezzi più inquinanti.

A breve, infatti, la Regione pubblicherà i bandi per assegnare le risorse necessarie e così i Comuni potranno cominciare ad abbandonare i veicoli più vecchi ed inquinanti e dotarsi di mezzi che riducano drasticamente le emissioni, come quelli elettrici.Attualmente solo la Polizia locale possiede 66 autoveicoli dei quali 24 antecedenti al 2011, tra questi 14 sono equipaggiati con motori diesel e solo alcuni di essi sono stati sostituiti.

“Quello del miglioramento della qualità della nostra aria è un obiettivo a cui tutti siamo chiamati a dover contribuire – spiegano Silvia Piccinini e Marco Maiolini – Spetta però anche alle amministrazioni pubbliche cominciare a dare il buon esempio cercando di limitare il più possibile le fonti inquinanti. Quella della sostituzione delle autovetture di servizio più obsolete è un primo passo che anche il Ravenna deve compiere al più presto. Siamo soddisfatti che il nostro lavoro in Regione trovi attuazione all’interno dei Comuni” concludono.

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