Quantcast

ELEZIONI A RAVENNA –18 / Diario elettorale del 14 settembre: Fusignani (Pri), bene il centrosinistra, “non vogliamo consegnare Ravenna ad avventure politiche”

Più informazioni su

Il Pri è una delle forze più in fermento in questa campagna elettorale per le comunali di Ravenna. È stato attaccato a più riprese dalla destra per la sua alleanza con il Pd. Molte liste puntano ad eroderne il consenso. L’Edera sa che si sta giocando molto, quindi si sta dando da fare parecchio per difendere la scelta di stare con il centrosinistra e, soprattutto, per riempire le urne. Il filo diretto e l’asse con il Pd che in apparenza pare ancora saldo, potrebbe essere incrinato dall’esito del voto. Se le urne del Pri saranno troppo vuote quell’asse potrebbe subire un colpo mortale. Se invece l’Edera otterrà un buon risultato l’asse reggerà e nella nuova probabile amministrazione comunale di centrosinistra, il Pri continuerà a conservare un profilo alto e la carica di vice Sindaco.

E bisogna dargliene atto, il Pri di Ravenna difende la sua linea con grinta e tenacia, senza indulgere troppo alla propaganda spicciola, ma andando al sodo delle questioni e con una visione coerente della Ravenna che vorrebbe. Una Ravenna che guarda all’economia, al porto e alle imprese prima di tutto e punta su energia e infrastrutture oltre che su un’innovazione che non produca “salti nel vuoto”. E questa è un’indicazione economica, ma anche politica. Perché il Pri di Ravenna si sente garanzia del buon governo dentro il centrosinistra e ha una pessima opinione del centrodestra ravennate, non vuole averci a che fare. “Non vogliamo consegnare Ravenna ad avventure politiche” taglia corto Fusignani.

PRI

Lo hanno ribadito i dirigenti repubblicani ieri sera nel loro incontro in Corte Cavour a Ravenna, davanti a 100 persone, convenuti sul tema: “Oggi e domani Ravenna. Lo sviluppo che vogliamo. Energia, infrastrutture, innovazione, porto”. Lo hanno spiegato soprattutto Eugenio Fusignani vice Sindaco uscente (aspirante entrante), capolista dell’Edera, e Giannantonio Mingozzi (già vice Sindaco eterno, ora al vertice di TCR) semplice candidato, ma per l’Edera ben più di questo, anche per il ruolo molto attivo che sta svolgendo in questa campagna elettorale.

PRI

Mingozzi in apertura dell’incontro ha ricordato con orgoglio che il Pri sta con il Porto di Ravenna e con la comunità portuale che in un comune come il nostro di 165 mila abitanti riguarda all’incirca 30 mila persone fra quanti vi lavorano e le loro famiglie, una fetta fondamentale dell’economia locale. E Porto significa anche oil and gas e offshore, anche se l’occupazione in questo settore si è ritirata dai 9-10 mila addetti di 7-8 anni fa ai 4 mila attuali, a causa della crisi mondiale e delle note vicende interne.

“Noi del Pri insistiamo sull’offshore e sull’energia che c’è (quindi anche il gas, ndr). – ha detto MingozziLa transizione verrà, ma ci vorrà tempo, nel frattempo non possiamo buttare a mare quello che c’è oggi. L’alternativa per i 4 mila occupati del settore non è dietro l’angolo. Abbiamo bisogno di tenere in piedi la produzione di energia attuale, siamo contenti che aziende come Bambini si siano risollevate, occorre che Eni mantenga tutti i suoi impegni qui, anche se non siamo appesi all’Eni.” In sostanza, per Mingozzi “non bisogna fare strame di chi fa investimenti, ricerca, innovazione e lavoro nell’energia. Perché è anche da queste attività di oggi che nascono gli investimenti per l’energia che verrà domani.”

Poi Mingozzi ha insistito sul capitolo infrastrutture e in particolare sul potenziamento dei collegamenti del Porto di Ravenna con il Nord Europa, con Mestre e Venezia (la E55 grande o piccola che sia, ndr, “perché la Romea di oggi non regge più”), nuovi collegamenti per movimentare in modo sempre più veloce le merci del porto – fattore fondamentale di competitività – che sono destinate a crescere con i fondali a meno 12,50 e successivamente a meno 14,50. Infine Mingozzi ha parlato della logistica portuale, anche questa fondamentale, ha accennato al nuovo terminal container in Largo Trattaroli, alla catena del freddo da potenziare soprattutto per i prodotti ortofrutticoli e agricoli e dell’innovazione che poggia a Ravenna su tre filoni fondamentali: università, imprese, enti locali. Mingozzi ha voluto sottolineare che è stata questa amministrazione guidata da de Pascale e Fusignani a riuscire finalmente a sbloccare il progetto dell’hub portuale che si era impantanato. Proprio per questo, l’amministrazione per lui merita fiducia.

Prima di Fusignani è intervenuto Franco Nanni Presidente Roca e nel CdA di OMC (che si aprirà fra 15 giorni) che ha insistito sulla necessità di continuare a sfruttare il gas dell’Adriatico. “Oggi l’Italia ha bisogno di 70 miliardi di tonnellate di gas ogni anno – ha detto – e la potenzialità di gas in Adriatico è di 15 miliardi di tonnellate annue. Adesso ne estraiamo appena 2 miliardi. Troppo poco.” Per Nanni il Ministro Cingolani lascia sperare di poter finalmente superare le strozzature del PITESAI. Poi ha ribadito che Ravenna deve rimanere capitale dell’energia e polo della ricerca e della sperimentazione di nuove fonti energetiche, a partire dal grande progetto eolico in mare di Agnes.

Riccardo Sabadini Presidente Gruppo Sapir ha ricordato che nel Porto di Ravenna sono previsti nei prossimi anni almeno 800 milioni di investimenti oltre ai 100 milioni che investirà proprio Sapir. Sabadini ha detto però che nulla è scontato e che tutti gli iter vanno seguiti con grande attenzione e costantemente se si vogliono ottenere risultati. Ha fatto l’esempio del recupero delle casse di colmata che furono a suo tempo sequestrate dalla magistratura. Ebbene, a Sapir sono occorsi 5 anni per la bonifica, dal 2016 agli inizi del 2021. “E siamo riusciti a farcela grazie all’intervento fondamentale del Comune” ha voluto precisare. Sabadini ha ricordato che il Porto di Ravenna “sarà strategico per l’Italia se sarà un porto di altissima qualità”. E qualità per il Presidente Sapir significa tempi di carico e scarico e di trasporto delle merci verso altre destinazioni che siano veloci, efficienti, competitivi.

Carlo Sama Segretario generale UIL ha parlato soprattutto della difesa del lavoro e della sicurezza dei posti di lavoro, ricordando che prima di difenderlo il lavoro bisogna crearlo. Sama ha sottolineato che oggi in Italia ci sono almeno 3-4 morti sul lavoro ogni giorno in media, un prezzo troppo alto: “la ripartenza non può significare scaricarne i costi sui lavoratori, diminuendo le tutele e le misure di sicurezza sui luoghi di lavoro”. 

PRI

Eugenio Fusignani, vice Sindaco uscente con delega al Porto, capolista e segretario provinciale dell’Edera ha voluto ribadire le ragioni forti dell’alleanza con il Pd – ma ha chiesto al Pd anche di dire parole più chiare sull’asse con il Pri – ; ragioni costruite sull’esperienza di governo di questi anni, giudicata positiva, e sul programma sottoscritto. Un programma che per esempio sul punto delicato dell’energia “è stato scritto dal Pri” ha rivendicato con orgoglio Fusignani. A dire che l’equilibrio nella vasta coalizione di de Pascale – che va dal Pri a Ravenna Coraggiosa passando per i Cinque Stelle – è stato trovato su posizioni che al Pri stanno bene e quindi l’Edera non si trova affatto a disagio. Fusignani ha ribadito la grande lontananza dalle posizioni giudicate populiste dei Cinque Stelle, ma ha voluto ricordare che qui a Ravenna ha prevalso il pragmatismo non l’ideologia. Qui si punta all’innovazione in campo energetico senza buttare via l’esistente, “tenendo insieme impresa e lavoro”, facendo leva “su tutti gli asset che abbiamo, compreso il gas, senza rincorrere follie ideologiche”. 

“Non abbiamo paura del futuroha scandito Fusignanima il futuro non può prescindere dal presente e per andare nel futuro non servono salti nel vuoto.” Poi Fusignani ha risposto per le rime anche a Morrone e alla Lega che avevano accusato il Pri di Ravenna di avere svenduto le proprie ragioni per un’alleanza di comodo con il Pd. Fusignani a muso duro dice che il Pri a Forlì sta con Zattini perché lì “il centrodestra ha una classe dirigente di maggiore qualità e moderata, quella che a Ravenna non c’è”. Poi l’affondo: “Noi non vogliamo consegnare Ravenna ad avventure politiche che potrebbero essere molto dannose non solo per l’Amministrazione comunale ma per tutta la comunità”. Ha ricordato quanto il centrodestra sia diviso e incapace di proporre un’alternativa degna di questo nome e per questa ragione il Pri vuole “evitare salti nel buio” alla città.

Ancisi (candidato Sindaco di LpRa e liste collegate): “moria di pesci nel Candiano, nessuna risposta”

“Il 2 settembre scorso, si è verificata una moria di pesci nel Candiano in piena zona Darsena della città. Dalla testata del canale verso il ponte mobile galleggiava una lunga fila di pesci morti, soprattutto cefali, attaccati da una folla di gabbiani. L’acqua del canale appariva verde scuro. L’impianto fognario della Darsena aveva ceduto in alcuni punti. Per alcuni giorni, i cittadini residenti in zona hanno subìto un odore ripugnante. Vicino alla banchina detta testata, laddove è stato collocata la barca Moro di Venezia III, si era creata una spaccatura nell’asfalto soprastante le fognature, dove si erano ammassati i pesci più grossi. Sia ARPAE che il servizio Ambiente del Comune, hanno fatto immediatamente dei prelievi di acqua e di pesci morti per risalire alla causa o alle cause del dissesto ambientale. Nessuna informazione pubblica si è avuta al riguardo da allora. Sicuramente non è stato un bel segno, a conferma che bonifica del Candiano (di cui neppure si parla) e realizzazione/rifacimento delle scarse e mal ridotte fognature della Darsena (di cui è in corso molto lento solo la prima metà della parte destra del Candiano, tra via Trieste e il canale) non sono l’ultima cosa di cui preoccuparsi.” Così Alvaro Ancisi candidato Sindaco di Lista per Ravenna e altre 5 liste collegate, che chiede informazioni al Comune di Ravenna in qualità di capogruppo uscente.

Confartigianato Ravenna incontra i candidati Sindaco il 15 settembre

Confartigianato della provincia di Ravenna ha invitato tutti i candidati a Sindaco di Ravenna ad un incontro con i propri dirigenti. Hanno aderito all’invito tutti i candidati, l’incontro si svolgerà mercoledì 15 settembre alle ore 18 presso la Sala Rossa del Pala de André. In questa occasione verrà brevemente illustrato il documento programmatico redatto da Confartigianato che ogni candidato ha ricevuto anticipatamente, e ogni candidato avrà l’opportunità di intervenire per esporre le proprie e idee e linee di programma, fa sapere l’organizzazione. L’accesso all’iniziativa, riservata ai dirigenti di Confartigianato, ai candidati a Sindaco e ai rappresentanti della stampa, è regolato dalle normative anti Covid per cui i partecipanti dovranno indossare la mascherina e essere in possesso del green pass o di tampone con esito negativo effettuato entro le 48 ore precedenti.

Santini (candidato Sindaco di Potere al Popolo): “noi non abbiamo bisogno di otto liste”

Gianfranco Santini candidato Sindaco di Potere al Popolo parte dall’elevato numero di candidati e, soprattutto, di liste elettorali per dire che questo è il risultato “della frammentazione nella quale è precipitata la nostra società. Una società che vede i maggiori partiti non essere più un chiaro riferimento di un ceto sociale definito… partiti che sono sempre più simili l’uno all’altro, accomunati dalle stesse pratiche sociali e dalla stessa ideologia liberista. Partiti che hanno in mente la stessa idea di società, basata su competizione e lotta di tutti contro tutti. Noi no. Noi non abbiamo bisogno di allestire otto liste per interloquire con la società. Noi vogliamo essere riferimento per coloro che sono stati massacrati da decenni di governi liberisti di centrosinistra e governi liberisti di centrodestra. Per i lavoratori progressivamente privati di tutti i diritti, per i giovani che non hanno altra prospettiva che non sia quella di emigrare… Per coloro che vedono l’ambiente in cui dovranno vivere i propri figli immolato sull’altare del profitto. Noi siamo fuori dal quel pensiero unico, condiviso dal PD, con i suoi alleati, e dal centrodestra, secondo il quale il mercato è la soluzione di tutti i problemi e la panacea di tutti i mali. Noi raccontiamo un’altra storia, una storia di solidarietà, una storia di condivisione, una storia di giustizia sociale e ambientale.”

Gli altri candidati e le altre liste

Rolando (candidato della Lega): famiglie e bambini del nido e della materna non in possesso di green pass non possono essere lasciati fuori. “Ad oggi numerosissime famiglie per colpa di chiusure e lockdown versano in condizioni economiche difficili, molte di queste non sono in possesso del green pass e non possono nemmeno sottrarre dal bilancio famigliare mensile anche il costo dei tamponi, inoltre in chiave psicologica/pedagogica i bambini di nido e materna non possono nemmeno essere discriminati vedendosi negare a differenza dei loro compagni l’entrata negli spogliatoi con la loro mamma o papà per cambiarsi… D’altra parte, levando a solo una parte della classe questo classico iter, i bambini non accompagnati subirebbero chiari traumi ingiustificati, portando le famiglie che avrebbero la possibilità a pensare al ritiro definitivo dei propri bimbi dalla struttura ai fini tutelativi dei minori ma quelle invece che non potrebbero effettuare questa scelta?” Gianfilippo Nicola Rolando, candidato della Lega per il Consiglio comunale e attuale consigliere, interroga l’amministrazione comunale per sapere se intende “urgentemente intervenire per difendere minori e famiglie trovando una soluzione collegiale e non discriminatoria.”

Lista 3V: “Green Pass strumento di libertà o di coercizione politica?” “Insegnanti che decidono di evitare la punturina (il vaccino, ndr) costretti a fare la fila in farmacia per il tampone e, col risultato negativo in mano ma senza QR code per le tempistiche di rilascio, messi alla porta delle scuole e trattati come delinquenti creando anche, di fatto, un danno ai ragazzi rimasti soli in classe. Costretti a chiamare le forze dell’ordine per vedere rispettato il diritto al lavoro sancito dal primo articolo della Costituzione e con l’impossibilità di effettuare il tampone la domenica a causa dell’ovvia apertura delle sole farmacie di turno. Ormai solo il nostro governo obbliga i propri cittadini usando metodi coercitivi all’utilizzo di un pass discriminatorio, mentre stati dell’area UE tolgono ogni illegittima restrizione.” Così Alessandra Musumeci, capolista 3V.

PAGINA SOGGETTA AD AGGIORNAMENTO

Più informazioni su