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ELEZIONI A RAVENNA –17 / Diario del 15 settembre: de Pascale, noi 1 candidato e 8 liste unite, gli altri 10 candidati divisi e 22 liste, “non siamo noi il problema” foto

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Dalle 350 alle 400 persone hanno partecipato ieri sera 14 settembre in Piazza Kennedy alla presentazione della coalizione e del programma del centrosinistra che candida Sindaco di Ravenna Michele de Pascale. Medesima piazza ma situazione molto diversa rispetto all’evento dello stesso tenore del centrodestra. Intanto le persone: stasera il numero è doppio, ma ci sta, visto che le liste sono otto contro tre e i candidati più del doppio rispetto a quelli del centrodestra. Là una presidenza di sei persone, Donati al centro, Lega e Fratelli d’Italia ai lati. Diversi interventi e parecchia propaganda per dare la carica. Con il centrosinistra, invece, parla solo il candidato Sindaco uscente e in pectore, Michele de Pascale.

Un discorso breve, misurato, fermo, ma senza tanti proclami né trionfalismi, diverse proposte abbozzate e due “botte” agli avversari. Le otto liste, alla base del palchetto, sono allineate quattro a quattro e fanno da corollario con tanto di simbolone tondo. A destra del candidato Ravenna Coraggiosa, Pri, Lista de Pascale e Pd. Alla sinistra Ravenna in Campo, Ambiente e Territorio con Maiolini, Voci Protagoniste e M5S. In piazza militanti e bandiere di tutti i partiti e di tutti i colori, fianco a fianco.

Michele de Pascale

Partiamo dalle due stoccate. Dopo avere ribadito che lui e il centrosinistra puntano a vincere al primo turno, Michele de Pascale ha affrontato la critica sui troppi candidati e le troppe liste (ne abbiamo parlato spesso su queste pagine, ndr), attribuendo la responsabilità della situazione tutta agli avversari.

“Cinque anni fa avevo 7 liste con me, ora sono 8 – ha detto Michele de Pascale – ; non è molto diverso. Il nostro è uno schieramento ampio che rappresenta più o meno la metà degli elettori di questa città e noi abbiamo l’ambizione di arrivare alla maggioranza già al primo turno. Noi abbiamo presentato un candidato e otto liste unite per questa metà dell’elettorato. Gli altri, quelli che sperano di rappresentare l’altra metà, hanno presentato 10 candidati divisi e 22 liste.” In altre parole il Sindaco ha sbattuto in faccia agli avversari che il problema della divisione, della proliferazione dei candidati e delle liste era il loro e solo il loro. Poi ha rincarato la dose ricordando che “le due principali forze della destra (Lega e Fratelli d’Italia, ndr) hanno spaccato la coalizione che la volta scorsa mi aveva portato al ballottaggio e adesso in quell’area ci sono quattro, forse cinque, chi dice sei candidati. L’esplosione di candidati e liste quindi non dipende da noi. Non siamo noi il problema.”

La seconda stoccata riguarda le parole ripetute da Filippo Donati e dal suo entourage a più riprese, secondo cui diverse persone non si sarebbero presentate in lista per paura, per pressioni, per timori delle conseguenze.

“Sono parole vergognoseha tuonato il Sindaco, ed è l’unica volta in cui ha alzato i toni, senza nominare gli avversari e si deve vergognare chi le ha pronunciate e condivise.” Ci sono quasi 700 candidati in queste elezioni che si schierano contro di lui, ha detto in sostanza de Pascale, e quindi non esiste il problema della paura di candidarsi, poi ha aggiunto: “Se non si sono candidati forse non era paura, semplicemente non volevano farlo in quella lista”. Infine: “Sfido chiunque a trovare un imprenditore o un cittadino che sia stato penalizzato da me per le sue idee politiche.”

Michele de Pascale

Ma veniamo al programma e alla visione di città, su cui il Sindaco uscente ha insistito. “Ci vuole attenzione alle piccole cose – ha ribadito – ma occorre anche una visione del futuro e un’idea di città.” A dire che solo con le piccole cose – “finora gli altri hanno parlato solo di questo” – in questa epoca di grandi cambiamenti e dopo la crisi della pandemia non si va da nessuna parte.

Sulle piccole cose, in ogni caso, il Sindaco non ha glissato e ha detto che quando ha ereditato il comune – uno dei più estesi d’Italia, ben 653 kmq – si spendevano 15 milioni per le manutenzioni, lui li ha portati a 25 e l’obiettivo è di arrivare a 30 milioni: “uno sforzo notevole” ha chiosato.

Sul programma ha ricordato i tre filoni fondamentali della sua azione futura al governo di Ravenna. Al primo posto mette la salute e la qualità dell’ambiente e del territorio. Al secondo la crescita, lo sviluppo, la creazione di posti di lavoro. Al terzo la qualità degli spazi e dei servizi pubblici.

Non è andato molto oltre le enunciazioni dei titoli. Ha accennato al turismo – “malgrado la pandemia, Ravenna è piena di turisti” – poi passando all’economia si è soffermato sul Porto. “Cinque anni fa il tema centrale della campagna elettorale era il Porto. Mi avevano messo in croce, dicevano che avremmo fallito. – ha detto de Pascale – Adesso nessuno parla più di Porto, se hanno idee diverse le dicano. Ma noi abbiamo sbloccato il progetto di hub portuale e fra pochi giorni partirà il cantiere per il rifacimento delle banchine. Sono previsti gli investimenti del PNRR nel Porto di Ravenna, le banchine saranno elettrificate, ci saranno nuovi raccordi ferroviari, nuovi investimenti nel freddo per l’agroindustria.” Oggi il porto è un asset strategico per Ravenna, la regione, l’Italia, ha ribadito.

Quindi il Sindaco candidato ha parlato di PUG – opportunamente rinviato in attesa del voto – che sarà il primo atto della sua nuova amministrazione e conterrà norme per “snellire, semplificare, sburocratizzare”. Ha parlato di servizi sociali che devono essere qualificati per pensare anche alla tutela delle nuove povertà, perché “dopo la pandemia sanitaria è probabile arrivi la pandemia economica”. Di Case della Salute come quella della Darsena e di Castiglione. Di ambiente, dal parco eolico Agnes al grande parco urbano. Ha parlato di università. E di lavoro per i giovani, affermando che intende avere più voce in capitolo come Comune nelle politiche attive per il lavoro, partendo da un’azione per metter mano ai Centri per l’impiego che oggi non funzionano.

Chiudendo ha ricordato che in una città come Ravenna ci sono sempre tanti problemi, “molti li abbiamo risolti, di nuovi ne sono stati creati dalla pandemia e occorrerà metterci mano” ma che i problemi piccoli devono stare insieme alla visione, a un’idea di quella che deve essere Ravenna nel futuro. Ancora una volta a sottolineare, ma senza dire, che lui una visione ce l’ha, gli altri no.

Michele de Pascale ha parlato per 20 minuti, non di più. È stato un discorso asciutto, di un uomo consapevole del proprio ruolo e della propria forza. Come in altre occasioni, l’idea che trasmette Michele de Pascale in questa campagna elettorale è quella della forza tranquilla. Che non ha bisogno di alzare i toni o di strafare. Per lui del resto stanno facendo molto già gli avversari, divisi e persi fra buche nelle strade, incontri a Camerlona o rincorsa affannosa ai no vax no green pass.

IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA COALIZIONE DI DE PASCALE PROGRAMMA COALIZIONE DE PASCALE

Michele de Pascale
Michele de Pascale
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