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Consorzio Sociale Romagnolo ha incontrato i candidati a Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e Filippo Donati

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Promuovere i valori della cooperazione sociale, l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e continuare a dialogare con la pubblica amministrazione, quella presente e quella che verrà. Sono stati questi i principali obiettivi degli incontri pre elettorali con alcuni dei candidati a sindaco del Comune di Ravenna – Michele de Pascale e Filippo Donati – organizzati dal CSR Consorzio Sociale Romagnolo, una realtà di Area Vasta che associa cinquanta cooperative sociali di tipo B per oltre 4.000 dipendenti – con una media del 40% appartenenti a categorie svantaggiate – e un fatturato complessivo di oltre 25 milioni di Euro.

L’iniziativa elettorale del CSR si poneva un obiettivo ambizioso: non “solo” far conoscere il valore sociale ed economico di ogni inserimento lavorativo e il lavoro svolto dal CSR, ma proporre agli stessi candidati di inserire nei programma elettorale della propria coalizione anche un riferimento diretto alla cooperazione sociale, esplicitando il proprio impegno in vista di un partenariato pubblico/privato sulla base di tre possibilità: la coprogrammazione e coprogettazione, per una partnership tra ente pubblico e Terzo Settore; le gare ex art. 112 Codice Appalti (D.Lgs. n. 50/2016) con quota di riserva per chi integra soggetti svantaggiati; gli affidamenti diretti ex Legge 381/91.

L’INCONTRO: LE PAROLE DEI 2 CANDIDATI RAVENNATI

Duplice incontro a Ravenna nei giorni scorsi della delegazione del CSR Consorzio Sociale Romagnolo con i 2 candidati a Sindaco de Pascale e Donati. Ai due incontri hanno partecipato complessivamente il presidente del CSR, Carlo Urbinati, il Vice Presidente Alfio Fiori, il Direttore Commerciale Massimo Semprini e Matteo Guaraldi, Coordinatore di Direzione, accompagnati dai rappresentanti di alcune delle cooperative associate attive sul territorio – San Vitale, La Pieve, Alice – e altri membri del CdA del CSR.

Durante il dialogo, durato un’ora, con Michele de Pascale, candidato sostenuto da una ampia coalizione di centrosinistra, l’attuale Sindaco di Ravenna ha espresso parole positive nei confronti della cooperazione sociale e del lavoro che essa ha svolto per la città e il territorio, dimostrando una conoscenza approfondita delle tematiche esposte dal Consorzio, si legge in una nota del CSR. Il CSR dal canto suo ha posto l’attenzione su tre specifiche modalità di dialogo tra PA e Terzo Settore: coprogettazione e coprogrammazione, per un autentico partenariato tra pubblico e cooperazione sociale, appalti con clausole sociali, affidamenti diretti.

Gli stessi che sono stati presentati anche a Filippo Donati, candidato a Sindaco per il Comune di Ravenna e noto albergatore, che guida una coalizione di tre liste: la sua (Viva Ravenna) e quelle di Lega e Fratelli d’Italia. Donati ha dimostrato apertura su tutte le proposte avanzate dal CSR, lasciando poi spazio alla presentazione della sua visione politica su Ravenna e delle motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi. L’incontro, di un’ora circa, è stato propositivo e creativo, con il candidato che ha messo in luce la sua disponibità nei confronti degli attori del Terzo Settore, alla ricerca di possibili convergenze sulla gestione dei servizi per la città.

IL COMMENTO DEL CSR: CARLO URBINATI E ALFIO FIORI

“A partire dagli evidenti vantaggi che caratterizzano l’inserimento lavorativo delle persone “svantaggiate” – racconta Carlo Urbinati, Presidente del CSR – in questi incontri abbiamo sostenuto un ruolo dell’ente pubblico che non si limiti a rapporti di fornitura/erogazione di servizi, ma che si faccia promotore di un vero e proprio partenariato tra pubblico e privato che abbia come obbiettivo una crescita delle Comunità armonica e continua. Abbiamo sottoposto quindi diversi spunti di riflessione a ciascun candidato, per aiutarli a cogliere tutti gli strumenti che le Pubbliche Amministrazioni hanno a disposizione per cercare di mettere al centro dei propri obbiettivi l’inclusione sociale dei propri concittadini”.

“Nei candidati che abbiamo incontrato – sottolinea Alfio Fiori, Vice Presidente del CSR – abbiamo riscontrato una sincera attenzione nei confronti delle nostre proposte: De Pascale, come sindaco uscente, conosceva già le possibilità di partenariato pubblico/privato garantite dalle normative; per Donati invece l’incontro è stato importante per avvicinarsi a queste tematiche e approfondirle. Poi, ovviamente, ciascuno secondo la sua sensibilità personale e politica, si è impegnato, o meno, a tradurle in fatti”.

TRE PASSI VERSO IL PARTENARIATO PUBBLICO/PRIVATO

Sono tre gli strumenti che, nel panorama legislativo, il CSR ritiene tra i più interessanti in quest’ottica di partenariato. Il primo è quello della coprogrammazione e coprogettazione: partnership tra amministrazioni e soggetti del Terzo Settore. Consiste nello svolgere “una istruttoria pubblica allo scopo di identificare il soggetto del Terzo Settore che si possa qualificare come partner dell’Ente Pubblico”. È uno strumento che ha come oggetto la “definizione progettuale di iniziative, interventi e attività complesse condivise dall’ente pubblico” e che comporta la partnership tra amministrazioni e soggetti del Terzo Settore. La coprogettazione costituisce un istituto teso a valorizzare l’esperienza e la vocazione degli enti del Terzo Settore nella progettazione e realizzazione degli interventi, nell’ambito di una procedura comunque caratterizzata da principi di trasparenza, pubblicità e non discriminazione.

In sintesi, si può pertanto affermare che la coprogettazione e il coprogrammazione costituiscono:

  • una modalità di affidamento e gestione della realizzazione di iniziative e interventi sociali;
  • un metodo per costruire politiche pubbliche coinvolgendo risorse e punti di vista diversi;
  • una forma di partnership costruita per sviluppare esperienze innovative da membri di organizzazioni diverse.

Il secondo strumento è quello delle gare ex art. 112 Codice Appalti (D.Lgs. n. 50/2016): appalti con quota di riserva per chi integra soggetti svantaggiati. Il Decreto Legislativo n. 50/2016 prevede la possibilità per la Pubblica Amministrazione di riservare la partecipazione a procedure di gara a favore di determinate tipologie di operatori economici, in particolare quelli che impiegano soggetti appartenenti a categorie socialmente svantaggiate (ex art. 112, comma 2 D.Lgs. n. 50/2016).

Nello specifico, l’art. 112, comma 1 D.Lgs. n. 50/2016, regola un regime particolare che fornisce alla Pubblica Amministrazione la possibilità di riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto, e di concessione, a favore di laboratori protetti, operatori economici o cooperative sociali e loro consorzi che abbiano quale finalità principale l’integrazione sociale e professionale di soggetti disabili o svantaggiati oppure la riserva di esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30% dei lavoratori sia composto da persone con disabilità o in condizione di svantaggio.

Il terzo strumento è quello degli affidamenti diretti ex Legge 381/91. La legge n. 381/1991, con lo scopo di creare opportunità lavorative per le persone svantaggiate, consente alle Pubbliche Amministrazioni di riservare l’affidamento di appalti pubblici diretti a cooperative sociali di Tipo B, in deroga alla normativa generale sugli appalti pubblici, purché ricorrano determinate condizioni.

In particolare, l’art. 5 comma 1 prevede che le convenzioni stipulate dagli Enti Pubblici, aventi ad oggetto la fornitura di determinati beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, debbano essere finalizzate alla creazione di opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all’art. 4, comma 1 della medesima legge. Tali persone devono inoltre costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa; essere di valore inferiore alla soglia comunitaria; essere stipulate previo svolgimento di procedure di selezione idonee ad assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di efficienza.

IL CONSORZIO SOCIALE ROMAGNOLO

Il CSR – Consorzio Sociale Romagnolo, è un consorzio di cooperative sociali di inserimento lavorativo nato nel 1996 che associa al suo interno tutte le principali cooperative sociali che hanno sede e operano nei territori dell’Area Vasta Romagna. Il Consorzio è unitario, aderendo sia a Confcooperative che a LegaCoop, ed è composto ad oggi da circa 50 cooperative che provengono da tutte le tradizioni cooperative storiche del nostro territorio, sviluppando un fatturato annuo di oltre 25 milioni di Euro.Le cooperative socie impiegano nelle proprie attività e in quelle veicolate dal CSR oltre 4mila persone di cui più di mille e cinquecento rientranti nella categorie dei cosiddetti “svantaggiati”. Il fattore territoriale è determinante per comprendere il profondo impatto sulle comunità e sui cittadini che ha la Cooperazione Sociale e sulla conseguente evoluzione positiva dei valori occupazionali e sociali dei singoli territori.

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