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CERCANDO MARIOLA PER RAVENNA / Nanni Moretti, la Giunta di Michele de Pascale e l’afonia dell’opposizione

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In questi giorni mi è tornata in mente la celebre scena del film “Aprile” di Nanni Moretti. Correva l’anno 1998. Il Cavaliere qualche anno prima era sceso in campo e aveva sbaragliato la sinistra, che stava affannosamente cercando di arginarlo. Nel film, Moretti guarda D’Alema in tv mentre discetta di politica, si spazientisce e sbotta: “D’Alema di’ qualcosa di sinistra. D’Alema di’ qualcosa”. Scena indimenticabile.

Perché quella scena ritorna? Perché lunedì scorso il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale – dopo avere stravinto le elezioni – ha presentato la sua nuova Giunta. Fin qui nulla di strano. Dal giorno dopo però mi sarei aspettato qualche reazione da parte delle opposizioni, quanto meno quelle rappresentate a Palazzo Merlato. Che so, dei commenti critici, negativi, oppure sarcastici, più o meno circostanziati, che mettessero in rilievo debolezze, contraddizioni, perfino stranezze.

Ne cito alcune che potevano essere notate. I servizi educativi 0-6 sono passati dal responsabile della Scuola a quello della Famiglia, di fatto sconfessando 50 anni di battaglie della sinistra in questo campo. L’Ambiente nelle sue varie implicazioni è stato spacchettato praticamente fra 4 Assessori (Baroncini, Del Conte, Costantini e Gallonetto) al punto che non sarà facile ricondurre tutto a un disegno unitario. La delega per il Mosaico è difficile capire cosa debba rappresentare, dire e fare, sperando non diventi una frusta occasione di scontro fra sostenitori della tradizione e sostenitori del contemporaneo, una di quelle discussioni bizantine in cui Ravenna notoriamente eccelle.

Si poteva notare che nel complesso rompicapo degli equilibri di Giunta, de Pascale ha tolto il Porto a Fusignani per dargli la Romagna e nel cambio certo l’esponente del Pri non ci guadagna. O mettere in rilievo il sovraccarico di deleghe ad alcuni assessori che dovranno alzarsi alle 5 del mattino per seguire tutto, a fronte delle modeste deleghe affidate al pentastellato Gallonetto, che invece potrebbe passare a Palazzo Merlato appena qualche ora alla settimana per seguire i suoi dossier.

Potevano sfrugugliare sugli Assessori forti e su quelli deboli, su quelli che dovrebbero essere forti e magari sono deboli, su quelli viceversa, su quelli che sono forti con i deboli e deboli con i forti. Oppure tornare sul loro cavallo di battaglia, cioè che il Sindaco è di Cervia.

Insomma, qualcosa è successo e qualcosa si poteva dire. Invece nulla o quasi.

Filippo Donati se l’è cavata con un ecumenico “Buon lavoro a tutti…” sulla sua pagina Facebook. E poi intervistato da un quotidiano locale ha detto che adesso collaborerà sulle cose da fare senza fare sconti alla Giunta, ma l’unico appunto che muove sulle nomine è per la delega al Turismo: per lui doveva essere accorpata alle attività produttive. Alvaro Ancisi ritorna imperterrito a macinare i suoi dossier su strade, rusco e disservizi vari, ma nemmeno una parola sulla Giunta. Alberto Ancarani si concede qualche battuta delle sue, ma si tiene ben alla larga da commenti politici sul governo de Pascale II. Alberto Ferrero (FdI) non spende nemmeno un aggettivo. La Lega Ravenna fa gli auguri ai suoi nuovi consiglieri ma non commenta la Giunta, su quella non si può. L’unica che commenta la squadra di de Pascale su un piano che, se vogliamo, possiamo definire politico, è Veronica Verlicchi. Ecco cosa scrive su Facebook: “Tenuta segreta manco fosse il terzo segreto di Fatima, in realtà nelle stanze della politica era già ben nota… I peggiori della sua precedente giunta tutti riconfermati. Ad essi si sommano gli altri che più che per meriti (tutti da dimostrare) sono lì per valzer di poltrone…”

Ecco, è tutto qui. Questo passa il convento. L’opposizione assiste praticamente afona, ancora tramortita da quel 60%. O dice cose banali, difficili da trovare e commentare. Ma l’opposizione in una fisiologia democratica è fondamentale. Per questo ci vorrebbe un Nanni Moretti che desse la sveglia alla destra locale.

Opposizione di’ qualcosa di destra. Opposizione, almeno di’ qualcosa.

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