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​CERCANDO MARIOLA PER RAVENNA / Il gioco delle coppie a Palazzo Merlato. Una strana, che regola il gioco, e l’altra, che butta la palla in tribuna

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​No, non è un varietà televisivo. Il gioco delle coppie è la cronaca del Consiglio comunale di Ravenna nel momento del suo insediamento. Ieri, martedì 26 ottobre 2021. Due ore e mezza circa. E non sono mancati momenti di spettacolo, non sempre di qualità. Ma veniamo subito alle coppie, senza girarci troppo attorno. Una è strana, ma è frutto di un accordo fra maggioranza e minoranza: ha il compito di regolare i lavori del Consiglio e di dettare alcune regole del gioco. L’altra è borderline, e non è frutto di alcun accordo bensì di un’affinità elettiva fra istanze e pulsioni anti-istituzionali. È la coppia che quando si comincia a giocare tende a buttare la palla in tribuna.

LA PRIMA COPPIA: BAKKALI – ANCISI

Quella strana è l’accoppiata Ouidad Bakkali (giovane, donna, Pd, maggioranza) e Alvaro Ancisi (anziano, uomo, LpRa, minoranza) che guiderà da oggi in poi i lavori di Palazzo Merlato. Due più diversi fra loro non si poteva. Lei è da 10 anni in Municipio, sempre in Giunta. Lui frequenta il palazzo dal 1966 e quasi ininterrottamente è rimasto all’opposizione. Lei è italiana e ravennate di adozione, lui doc. Lei è laica e femminista, lui si è fatto appoggiare dal Popolo della Famiglia. Ouidad Bakkali è stata eletta alla Presidenza, che da regolamento spetta alla maggioranza. È stata la più votata fra tutti i consiglieri. È parso a tutti naturale che toccasse a lei il ruolo di garanzia della Presidenza.

Alvaro Ancisi ha corso da solo ottenendo un discreto risultato con il suo polo civico, mentre qualcuno lo dava già per morto politicamente. Vanta una invidiabile e inarrivabile conoscenza dei meccanismi amministrativi. È parso a molti naturale che toccasse ad Alvaro Ancisi il ruolo di Vice, che spetta alla minoranza.

Prima del Consiglio comunale si era invocato un inizio all’insegna della collaborazione fra maggioranza e minoranza, pur nella chiara distinzione dei ruoli. Per non partire da un muro contro muro. E così è stato. La regia dell’operazione politica che ha portato maggioranza e minoranza a convergere sui nomi di Bakkali e Ancisi – a quanto si è capito – è stata di Massimo Cameliani capogruppo Pd, il gruppo più forte della maggioranza, e Alberto Ferrero, capogruppo di Fratelli d’Italia, il gruppo più forte della minoranza.

Fin qui tutto regolare.

Verlicchi Rolando

LA SECONDA COPPIA: ROLANDO – VERLICCHI

La coppia borderline è quella composta da Gianfilippo Nicola Rolando (capogruppo Lega) e Veronica Verlicchi (capogruppo Pigna). Sono i due gruppi che escono maggiormente sconfitti dal voto del 3 e 4 ottobre. La Lega esce dalle urne ravennati con le ossa rotte e la rappresentanza dimezzata. A Palazzo Merlato ha un giovane consigliere di belle speranze ma inesperto come Giacomo Ercolani e un capogruppo, Rolando, che crea grattacapi persino alla Lega di Morrone: tanto per cominciare, non partecipa in presenza al Consiglio comunale di ieri perché non ha volutamente il Green Pass, strumento che contesta e per questo lui era fra quanti incitavano nei giorni scorsi i protestatari a fare come a Trieste e a bloccare il Porto di Ravenna. Per fortuna la storia è andata diversamente a Ravenna come a Trieste. Per inciso, sulla Presidenza e la Vice Presidenza del Consiglio comunale la Lega vota in modo diverso già alle prime 2 votazioni: Ercolani vota a favore di Bakkali e non vota su Ancisi, Rolando vota contro entrambi. Come partenza del gruppo non poteva andare peggio. Si può parlare di gruppo allo sbando o di due gruppi separati in casa.

Veronica Verlicchi fa storia a sé. Ha ereditato La Pigna da Maurizio Bucci e ha fatto una opposizione ringhiosa per 5 anni ricavandone un pugno di mosche in fatto di voti. Credeva di andare al ballottaggio e s’è dovuta accontentare del 3,86% dei voti, un voto su tre di Bucci andati in fumo. Troppo poco per fare la voce grossa. Ma una volta tornata sui banchi di Palazzo Merlato dichiara subito di voler ripartire da dove aveva lasciato: dalla solita opposizione ringhiosa.

Rolando e Verlicchi: un’attrazione fatale. Erano già molto vicini nei 5 anni precedenti, al punto che questa vicinanza aveva spaccato politicamente più volte la Lega. Adesso sembrano una coppia di fatto. Una coppia fuori dai giochi. Che decide praticamente di buttare la palla in tribuna non appena inizia la partita. Mentre maggioranza e opposizione si mettono in qualche modo d’accordo per giocare la partita insieme – nella distinzione dei ruoli, gli da una parte, gli altri dall’altra – come da fisiologia democratica e delle istituzioni, Verlicchi e Rolando non ci stanno. Giocano a fare gli scomodi e gli sfasciacarrozze. Si chiamano fuori, insomma.

È una partita che Verlicchi può continuare a giocare tranquillamente per i prossimi 5 anni, perché non è destinata a lasciare una traccia importante nella vita politica locale. È un fenomeno passeggero. Diverso è il discorso della Lega, perché la Lega non può permettersi di “tirarsi fuori”. Ha ben altro ruolo a livello nazionale e locale. Perciò se il suo capogruppo decide di giocare in tutto e per tutto la partita del borderline, insieme a Verlicchi, per la Lega saranno guai grossi. Il buon giorno non è promettente.

UN PO’ DI CRONACA

Fin qui abbiamo raccontato i due elementi salienti che noi abbiamo visto ieri a Palazzo Merlato. Ora concedeteci un po’ di cronaca. Ai banchi di maggioranza e opposizione ci sono tutti. Tutti muniti di Green Pass. Mancano solo Rolando e Angelo Nicola Di Pasquale (FDI) a cui il Green Pass non è arrivato in tempo. Loro sono collegati in video. Alcuni sono eleganti. Altri molto eleganti. Fra questi certamente Ouidad Bakkali. E Alvaro Ancisi, in completo scuro con cravatta intonata.

Bakkali, la più votata, è la consigliera anziana che dirige la seduta. Parte emozionata. La prima votazione è sulla convalida degli eletti con tanto di surroga (i consiglieri subentrati a quanti sono stati nominati assessori). 33 votanti, 33 sì. Applauso di rito. Segue il giuramento di fedeltà alla Costituzione del Sindaco Michele de Pascale, che ovviamente si dà per letta. Altro applauso.

L’ELEZIONE DELLA PRESIDENTE BAKKALI

Si passa alla elezione del Presidente dell’assemblea. Massimo Cameliani, capogruppo Pd, propone Ouidad Bakkali, come da accordi con la minoranza. Interviene Cortesi (Ravenna Coraggiosa) che si dice d’accordo). Poi tocca a Rolando: primo colpo di scena. Il leghista dice che c’è stato un veto su di lui per la guida delle commissioni (devono essere costituite e alcune toccano alle minoranze), ricorda le sue battaglie autodefinite “scomode”, non sta agli accordi presi e aggiunge che non vota la Bakkali, anche perché su posizioni opposte alle sue sulle teorie gender e sul Green Pass. Verlicchi lo segue a ruota e, mostrando di ignorare il regolamento comunale, si chiede perché la Presidenza debba andare alla maggioranza. Lamenta di non essere stata invitata all’incontro che metteva d’accordo maggioranza e opposizione sui nomi di garanzia e si dice fortemente contraria alla Bakkali. Intervengono Perini (Lista de Pascale), Francesconi (Pri) e Schiano (M5S) per dire sì a Bakkali. Si vota. 33 votanti. 30 favorevoli. 2 contrari (Rolando e Verlicchi). 1 astenuto: la stessa Bakkali. Applausi.

Ouidad Bakkali prende la parola per ringraziare e tracciare le linee del suo mandato come Presidente del Consiglio comunale, organo collegiale al servizio della città e della cittadinanza: “è il luogo che tiene insieme la città, tiene insieme il presente, la memoria condivisa, e costruisce il futuro”. Garantisce imparzialità nella gestione dei lavori dell’assemblea, dice che ce la metterà tutta “con passione e responsabilità”. Applauso.

L’ELEZIONE DEL VICE PRESIDENTE ANCISI

A Nicola Grandi tocca proporre il nome di Alvaro Ancisi come candidato alla Vice Presidenza, per conto delle minoranze. E Nicola Grandi lo fa con passione tessendo le lodi del suo vecchio compagno di avventure in Lista per Ravenna (Grandi è stato già Consigliere comunale per LpRa prima di uscire da Palazzo Merlato e prima di abbandonare Ancisi per seguire Filippo Donati nella sua nuova avventura).

Interviene subito a gamba tesa Verlicchi per dire che lei Ancisi non lo vota assolutamente. Secondo Verlicchi, Ancisi è frutto dell’imposizione della maggioranza sulle minoranze, che avrebbe posto veti su lei e Rolando, e in particolare se la prende con le manovre di Massimo Cameliani. Inoltre prende di petto Ancisi che, dice, “ha trascorso gli ultimi 5 anni ad attaccare noi piuttosto che la maggioranza”. Insomma un intervento ruvido, come se ne sono sentiti tanti dalla Verlicchi negli ultimi 5 anni, sia contro la maggioranza sia contro membri dell’opposizione. Dopo Perini che spezza una lancia in favore di Ancisi (“è un riconoscimento anche per quei ravennati che per 50 anni hanno votato Ancisi e l’hanno voluto a Palazzo Merlato”) interviene Rolando che fa sue le parole di Verlicchi. Poi tocca a Cameliani (Pd) e Vasi (Pri). Ma è Alberto Ancarani (Forza Italia) a dire le cose più interessanti. E molto dure nei confronti della Verlicchi e di Rolando, anche se lui non li cita. Secondo Ancarani, la vera anomalia è che Ancisi non sia mai stato Vice Presidente del Consiglio comunale. Poi l’attacco sul regolamento: chi contesta certe nomine per la maggioranza e la minoranza “o è in malafede o è un analfabeta funzionale”. Ancarani respinge al mittente di poter essere eterodiretto dalla maggioranza. “Io svolgo liberamente il mio ruolo di opposizione, mi oppongo al Pd e a de Pascale, ma nel caso qualcuno voglia continuare ad alimentare altre interpretazioni mi sembra che gli elettori si siano già espressi chiaramente e non favorevolmente. È una narrazione che abbiamo già sentito nei 5 anni precedenti” dice secco. Verlicchi riprende la parola prima del voto solo per dichiarare lapidaria: “Finché ci saranno certi soggetti in Consiglio comunale l’opposizione non sarà mai unita”. Poi si vota. Stavolta i votanti sono 31 (assenti Ercolani e Di Pasquale). 28 sono i sì. 2 i contrari (Rolando e Verlicchi) e 1 astenuto (Ancisi). Applauso.

Dopo la sua elezione prende la parola Alvaro Ancisi, che sedette a Palazzo Merlato per la prima volta nel 1966 ma, precisa, “non sono sempre stato consigliere e quindi non ho ancora maturato i famosi 50 anni”. Ancisi si dice disposto a collaborare lealmente con la Presidente per far funzionare al meglio l’assemblea perché “insieme possiamo essere imparziali e di servizio”. Poi Ancisi lamenta che negli ultimi 5 anni in Consiglio comunale ci sono stati problemi di funzionamento e scadimenti di tono. Anzi lui parla di un Consiglio trasformato da qualcuno in una “palestra di miserie” e si capisce subito a chi si riferisce. Perché aggiunge che le miserie si sono già viste anche “questa sera, in questa prima seduta e noi dobbiamo lavorare perché non si verifichino più.” “Si dicono falsità – continua un infervorato Ancisi – perché io non ho mai attaccato nessuno. Ho risposto se hanno detto falsità e cialtronerie. Ci sono montagne di pagine Facebook in cui io sono stato attaccato da altri in modo spregevole, questa è la verità”. Secondo Ancisi il Consiglio comunale deve recuperare una sua dignità ed evitare queste derive, “non deve diventare un campo di scorrerie per dire cialtronerie”. Un applauso accompagna le sue conclusioni.

IL SINDACO PRESENTA LA GIUNTA

Ultimo atto della prima seduta: Michele de Pascale ha presentato al Consiglio comunale la sua Giunta, nomi e incarichi. Con due aggiunte significative: sui grandi progetti strategici per la città come l’hub portuale o il GNL inaugurato proprio ieri pomeriggio, il Sindaco invoca una “convergenza trasversale” di tutte le forze politiche, perché questo “rafforza i progetti e aiuta la città”. Inoltre si dichiara rispettoso delle prerogative di tutti, maggioranza e minoranze, gruppi e consiglieri, aggiungendo che tutti debbono condividere le regole del gioco che vede tutti impegnati per il bene della città.

Degli interventi che seguono, segnaliamo in particolare due dell’opposizione, dando per scontato che i gruppi di maggioranza abbiano espresso il loro plauso alle scelte di Michele de Pascale.

Filippo Donati (Viva Ravenna), candidato Sindaco del centrodestra, ha esordito dicendo che “riconoscere la sconfitta è importante” e ha aggiunto “siamo qui per lavorare insieme a voi per Ravenna. Mi è piaciuto il Sindaco sulle progettualità trasversali, perché la città ha bisogno di nuove progettualità.” Dopo avere ricordato che 1 ravennate su 2 non ha votato, Donati ha affermato “noi daremo voce a chi ha votato contro questa maggioranza” e si è concesso alcune stoccate (“siamo orgogliosi di avervi fatto scoprire che il territorio di Ravenna è più grande del centro storico e dei centri commerciali”) per concludere con un “non faremo le barricate”.

Alberto Ferrero, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha parlato del ruolo di vigilanza sull’operato del governo locale che spetta all’opposizione, ha aggiunto “noi faremo un’opposizione ferma ma intelligente, saremo critici ma non pregiudiziali, perché la finalità è il bene comune e ognuno deve fare la sua parte.”

Per l’opposizione sono intervenuti anche Ancarani e Verlicchi, mentre la Lega stavolta non è intervenuta.

E così, dopo 150 minuti, la prima seduta è tolta.

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