Ravenna, carta delle potenzialità archeologiche. Del Conte: “Strumento per tutelare il nostro patrimonio”

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“Rendere l’amministrazione in grado di progettare interventi pubblici e privati che incidano nel sottosuolo con il minor impatto sul patrimonio archeologico, abbattendo tempi e costi di interventi di scavo secondo le procedure di archeologia preventiva ormai in uso da tempo nell’ambito dei lavori pubblici, è l’obiettivo che ci eravamo prefissati di raggiungere con la redazione della Carta delle potenzialità archeologiche”, dichiara l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte, dopo l’approvazione della stessa da parte del consiglio comunale di Ravenna.

“Oltre a questo – aggiunge Del Conte –  potremo individuare forme di intervento mirato alla conservazione dei depositi e dei complessi archeologici secondo una strategia di ampio respiro, che consenta nel futuro di individuare modalità innovative di conservazione legate alla valorizzazione dei siti archeologici. La carta è stata redatta da AR/S Archeosistemi società cooperativa di Reggio Emilia, incaricata dall’amministrazione comunale sulla base di una convenzione fra la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna, la Soprintendenza e il Comune. Sia la carta delle potenzialità archeologiche che la variante al Rue per il suo recepimento sono state elaborate in stretto raccordo con la Soprintendenza sia di Bologna che di Ravenna”.

La carta ha consentito di mappare e schedare 326 siti archeologici così localizzati sul territorio: 49% Ravenna centro; 13% San Zaccaria; 8% Classe; 6% area 2 di Ravenna; 4% Campiano; 3% area 3 di Ravenna, Bastia, San Pietro in Vincoli; 2% Savio, Gambellara, Castiglione; 1% San Romualdo, Madonna, dell’Albero.

Ha consentito inoltre di dividere il territorio comunale in 5 zone, sottoposte a diversa e diffusa tutela dalle specifiche norme del Rue (si allega mappa):

1) Zona di tutela 1 che coincide con l’area del centro storico di Ravenna.

2) Zona di tutela 2 che accorpa le seguenti aree di potenzialità archeologica:

2a – l’agro decimano;

2b – il suburbio di Ravenna e le fasce costiere pre-protostoriche e di I-VI secolo d.C..

3) Zona di tutela 3 che comprende la piana alluvionale e le valli.

4) Zona di tutela 4 che comprende le fasce costiere di formazione medievale, moderna o recente.

5) Zona di tutela 5 che corrisponde alla zona archeologica del Polo provinciale Parco archeologico di Classe.

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