Lavorare in piena sicurezza, ma lavorare. Ecco cosa chiedono i ristoratori Confesercenti di Ravenna

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Il livello di sopportazione ed esondazione della rabbia per bar e ristoranti è stato superato: non è più possibile sostenere un’impresa senza la possibilità di aprire, sia chiaro, in tutta sicurezza e nel rispetto di distanziamenti e normative igieniche.

Il quadro preoccupante della realtà della maggior parte delle aziende del ravennate è tracciato dalla Presidente provinciale Confesercenti Monica Ciarapica.
“Le forti reazioni che recentemente si leggono nelle interviste sui giornali e nei post sui social sono figlie di un mix di sentimenti quali rabbia, delusione, abbandono, perché è così che i nostri colleghi si sentono. Il piano vaccinale che in Emilia-Romagna è partito e prosegue in modo sistematico, ci fa sperare in una primavera dove si potrà lavorare, ma non possiamo aspettare così a lungo. Vanno trovate soluzioni ora, per permettere ai colleghi ristoratori di aprire in sicurezza: non è più sostenibile la tesi per cui i pubblici esercizi devono pagare per comportamenti singoli che vengono ripetuti altrove. L’esasperazione porta a cercare modalità che forzano le regole e le Leggi pur di salvare la propria azienda. Comprendiamo il disagio ma pensiamo sia una strada pericolosa e nonostante tutto riteniamo preferibile la strada del dialogo con le Istituzioni”.

Il Presidente Fiepet Confesercenti Danilo Marchiani commenta: “Lavorare in sicurezza e aprire per far fronte alle spese, ma soprattutto per ritrovare i nostri clienti. Dobbiamo trovare una soluzione subito, anche con criteri più stringenti, ma consentendoci di tenere aperto sia a pranzo sia a cena. É fondamentale dare continuità all’attività evitando aperture a singhiozzo che disorientano i clienti e provocano aumenti dei costi dei gestione. Altrettanto importante far lavorare i nostri dipendenti. Il rispetto delle regole, anche se cambiano la sera per il giorno dopo, ci ha costretti ad affrontare un’ulteriore sfida da ormai un anno, oltre a quella di arginare questa grave pandemia: parlo della sfida di farcela tutti i giorni, responsabilmente e l’abbiamo fatto, con ristori già spesi ancor prima di vederli accreditati e tutte le difficoltà già dette. Gli aiuti economici devono essere implementati fortemente, per poter contare sulle nostre forze e ripartire rimboccandoci le maniche, come sappiamo fare.”

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