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Confesercenti Ravenna: “prevalga il buon senso per il Green Pass, ingestibile per i pubblici esercizi”

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“Da Marzo del 2020 la categoria dei pubblici esercizi ha subito e gestito la più disparata serie di norme, dalla diversificazione degli orari alle disposizioni sul numero consentito di persone sedute a tavola, per non parlare della disparità di trattamento tra le opinabili superfici all’aperto o al chiuso. Tra il 2020 e il 2021 bar e ristoranti hanno subito chiusure per 9 mesi su 13, arrancando tra zone gialle, arancioni e rosse e le relative restrizioni. L’ipotetica introduzione del Green Pass per l’accesso a bar e ristoranti è complessa e rischierebbe di tramutarsi in un ulteriore insostenibile lockdown” riporta la nota di Fiepet Confesercenti della Provincia di Ravenna.

Per il Presidente Danilo Marchiani “chi si farebbe carico dei costi e della responsabilità di controllare l’accesso nei locali? Non è possibile ancora una volta che sia la nostra categoria a pagare dazio. Ci è stata chiesta la massima attenzione e responsabilità e abbiamo gestito i nostri locali nel rispetto di tutte le prescrizioni e precauzioni, ci è costato troppo sia in termini di calo di fatturato, sia in termini di costi e sia in termini organizzativi. Abbiamo bisogno di lavorare serenamente senza ulteriori ostacoli. Il controllo e verifica su tutti i clienti dotati di green pass è ingestibile e avrebbe l’effetto di una chiusura”.

La coordinatrice provinciale Chiara Venturi prosegue sottolineando l’importanza della campagna vaccinale e del certificato verde “perché prima di tutto viene la sicurezza sanitaria, ma riteniamo che i pubblici esercizi siano luoghi sicuri dove già si rispettano il distanziamento e si utilizzano dispositivi di protezione individuale. Il Green Pass potrebbe avere senso per situazioni più esposte a rischio di assembramento, non in attività dove da un anno e mezzo si gestisce con responsabilità la fruizione del servizio bar e ristorante”.

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