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FEM NEWS – LA FINESTRA FEMMINISTA / Quel caleidoscopio elettorale, un immenso manel, grigio dominante

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FEM NEWS – INTRO

Si apre una finestra femminista su Ravennanotizie, dalla quale ogni settimana si respira aria pungente, si espongono germogli al sole, si stende la biancheria profumata al sapone di Marsiglia, si appendono lunghe trecce di aglio e peperoncino, ci si rilassa con un bicchiere di vino e l’ultima sigaretta, si parla con il vicinato, si accarezzano felini senza nome cantando Moon river, si guarda oltre con occhiali di genere. Nasce così una rubrica autonoma rispetto alla testata che gentilmente la ospita, pluralista, apartitica, decisamente femminista, che cerca di trovare il modo di agire per trasformare il mondo. Fem news ha una firma collettiva NOLITE – imperativo negativo latino omaggio alla condivisa cultura umanistica, alla passione politica, alla compulsione alla lettura, alla madre Atwood (Nolite te bastardes carborundorum, Non consentire che i bastardi ti annientino), alla lotta ancillare per dire no al pensiero dominante patriarcale, coloniale e specista.

Sindaco Maschio

Caleidoscopio elettorale, grigio dominante

 

Nella recente tornata elettorale, NOLITE non vede la fine del Movimento 5 Stelle, né la crisi della Lega e delle destre, né il trionfo del centro sinistra. NOLITE vede un immenso manel. Che cos’è un manel? Se un panel, come dice la parola, è un pan, un tutto e un tuttie, un manel è un evento di solo uomini. Nelle 19 città capoluogo in cui si è votato, 19 sono stati i sindaci eletti o che saranno eletti. Il 100%: un manel in piena regola. 18 uomini sicuramente bianchi e abili, probabilmente cis, eterosessuali, di mezza età, benestanti. 18 uomini privilegiati. Poi c’è il diciannovesimo, sempre uomo, ma non bianchissimo e che, in quanto tale, è stato immediatamente etichettato il sindaco dal nome strano, nonostante sia un politico di lungo corso, oltreché italiano.

Del resto non poteva andare diversamente. Su 164 candidatie solo 29 erano le candidate. La sera dei risultati, NOLITE guardava le grafiche che continuavano a scorrere aggiornando i dati eppure non prestava attenzione, era distratta da quei 19 ritratti di uomini in giacca e cravatta, baffi, barbe e stempiature, rinchiusi nel loro riquadro tondo, che correvano sorridenti verso il traguardo. Del resto gli uomini hanno sempre corso verso la vittoria. Nessunoa sembrava accorgersene, nessunoa vedeva, nessunoa parlava. Sembrava tutto normale, è tutto normale, almeno fino a quando non ci si ferma a domandarsi cosa c’è di normale in 19 uomini privilegiati investiti del compito di rappresentare, almeno, 6.000.000 di donne. Normale è solo la norma, niente di più e niente altro, se non è interpretata, se non è contestualizzata. NOLITE cerca conforto su Google digitando nessuna donna eletta 2021 e i primi 6 risultati sono stati sulla mancanza di donne elette nelle prime elezioni della storia del Quatar, contemporanee a quelle italiane, dove erano candidate 28 donne.

Non che nel 2016 fosse andata meglio: 2 elette sulle stesse 19 città e fu un evento nazionale. La stampa si scatenò e si sparsero i famosi fiumi di inchiostro. Chiara Appendino e Virginia Raggi furono appellate le ragazze, le signore sindaco, le sindaco donne, la sindaco neomamma, avanti Chiara & Virginia fino all’ignobile saranno capaci? E per Raggi non è alta e non è bassa. Non è bella ma nemmeno brutta. Occhi e capelli neri, come tante, abbigliamento discreto ma non dimesso. Tacchi sì ma senza esagerare.

Il problema con i manel è che a volte qualcunoa se ne accorge e si apre un dibattito, più o meno interessante, altre volte invece riescono a farla franca e nonostante sia tutto chiaro e ben visibile davanti ai nostri occhi, non lo vediamo. O forse si vede ma non si dice.

E adesso? NOLITE si aspetta di vedere, nel migliore dei casi, l’ennesimo tentativo di riparare al guaio compiuto. Si tenterà di rimediare allo squilibrio nominando vicesindache, vicesegretarie, presidenti di consigli e di commissioni e consigliere, che non si saprà come chiamare e si ricomincerà lo stesso, e ormai noioso, dibattito sul linguaggio sessuato, come se fosse il problema. Il linguaggio sessuato non è il problema perché l’italiano ci consente di parlare una lingua inclusiva e rispettosa dei generi e dei non generi. Il problema è che è stato reso evidente alle nostre figlie e ai nostri figli che fare il sindaco è una possibilità riservata a soli uomini, anzi, a soli uomini bianchi e abili, probabilmente cis, eterosessuali, di mezza età, benestanti.

Qualcunoa dice: perché è un problema? Sono stati eletti democraticamente, alcuni sindaci sono stati riconfermati, vorrà dire che hanno fatto bene. È un problema perché il famoso cambiamento di paradigma, che è l’unica strada che possiamo percorrere, senza le donne protagoniste assolute e autonome della politica e della scena pubblica, non ci sarà.

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