Continuano gli allenamenti in videoconferenza tra Circolo ravennate della spada, Bocholt e Valencia

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Nel pieno rispetto della quarantena governativa, ma attenti alle necessità degli schermitori Ravennati, è iniziata la seconda settimana di allenamento inter sala tra Ravenna, Bocholt (Germania) e Valencia (Spagna). Con il prezioso supporto dei necessari strumenti tecnici di videoconferenza, gli allenamenti sono diretti dalla Maestra Maria Pilar Garcia Delgado (Valenzia Spagna) con la partecipazione in diretta del D.J. Javier Sancho Goñi (Alzira, Spagna), e con i tecnici Ravennati Emanuele Rocco e Alessia Cedrini, oltre al Maestro Rorik Janssen (Bocholt Germania),

Tre volte a settimana dalle 17 alle 18, un’ora di allenamento in diretta con esercizi proposti dalla maestra di Valenzia e musica offerta dal D.J. di Alzira, in diretta Facebook per tenere impegnati ragazzi e ragazze con un allenamento indirizzato alla scherma, ma aperto a tutti coloro che volessero partecipare. Oltre a questi tre eventi, il Circolo Ravennate supporta un’attività specifica per i suoi atleti divisa per categorie, sempre utilizzando sistemi di videoconferenza e chat e proponendo attività motoria e informazione tecnica a regolare scadenza 2 volte la settimana.  Il gruppo Esordienti è coadiuvato dal Tecnico Alessia Cedrini mentre i due gruppi under 14 ed under 20 sono gestiti dal tecnico Emanuele Rocco.

Anche la domenica è arrivato alla sua seconda puntata un gioco a premi in diretta, sempre su Facebook e sempre con la partecipazione di Ravenna, Spagna e Germania, basato su domande inerenti la disciplina schermistica e condito da un premio non simbolico per il team dei vincitori. “Tutto questo – scrivono dalla società sportiva – per affrontare in un periodo di grave emergenza il problema principale di molte associazioni sportive dilettantistiche, ossia la perdita di contatto con i suoi atleti, lo svilimento di un patrimonio sportivo e culturale importante, la perdita di abitudini comportamentali che per un atleta sono parte del proprio stile di vita. Se il fine ultimo per una ASD di provincia è quello di educare i giovani a comportamenti basati sull’autostima e sul rispetto del proprio corpo, mai come in questi tempi di quarantena è necessario insistere su questi aspetti per evitare che i giovani dimentichino tutto il lavoro fatto negli anni passati”.

 

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