Greta Carnevali (Atletica Lugo) racconta la sua passione per la specialità Salto Triplo

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Dopo un 2018 di grande crescita, la specialista del Salto Triplo Greta Carnevali (Atletica Lugo) è andata incontro ad un 2019 abbastanza incerto, complice l’esame di maturità al quale teneva molto e che, giustamente, ha assorbito molte delle sue energie. E’ un’atleta dalla grande intelligenza motoria e di notevoli mezzi fisici che può ancora crescere in una specialità tecnica come il salto triplo. Ha un rapporto estremamente sereno ed empatico con l’atletica e sa dare il meglio di sé nelle gare, dove difficilmente sbaglia. Come ad esempio questo inverno, quando si è guadagnata una finale ai Campionati Italiani U23 indoor pur con una preparazione nient’affatto completa e mirata.

Greta la tua specialità è il salto Triplo, una gara molto tecnica, com’è nata la passione per questo salto?

“Questa passione in realtà è nata per caso, in occasione di un Campionato di Società. Il salto triplo era una delle specialità scoperte e allora mi sono cimentata in questa nuova esperienza. È stata una piacevole sorpresa, che ha reso il triplo una costante dei miei allenamenti”.

Quali sono i campioni ai quali ti ispiri?

“Proprio per la mia particolare vicinanza al salto triplo, una campionessa che ammiro e al quale spesso mi ispiro è Caterine Ibarguen”.

Nel 2019 oltre al salto triplo hai gareggiato anche nei 400 metri ad ostacoli…è una specialità che continuerai a fare?

“Sicuramente sarò disponibile a ripetere tale disciplina nel caso la società ne avesse bisogno, come per esempio per dei Campionati di società, già nominati in precedenza; tuttavia ora la preparazione per i 400hs non è tra le mie priorità”.

Sei entrata da poco nel consiglio direttivo della società. Qual è il tuo ruolo e cosa ti ha spinto a farne parte?

“All’interno del consiglio direttivo svolgo il ruolo di rappresentante degli atleti, insieme alla mia compagna di squadra e amica Valentina Bianchi. Ho deciso di intraprendere questa esperienza poiché la vedo come un’opportunità per capire maggiormente le dinamiche e le problematiche che stanno dietro ad una società che mi sta molto a cuore, e conseguentemente per poter dare un aiuto nel caso del bisogno, nei limiti delle mie competenze ovviamente”.

Hai iniziato l’università, come ti organizzi con gli allenamenti?

“Per ora sono riuscita abbastanza bene ad integrare gli allenamenti allo studio. La maggior parte delle volte mi alleno alle 18, che è un orario perfetto poiché le lezioni per quell’ora sono già concluse. In ogni caso, anche se il peso dello studio aumentasse, l’atletica rimarrebbe comunque nella mia quotidianità in quanto rappresenta una valvola di sfogo, senza la quale sono convinta renderei peggio nell’ambito universitario”.

L’anno per te era iniziato con un buon risultato ai Campionati Italiani Promesse di Ancona, raccontami questa gara.

“Sinceramente parlando, sono arrivata ad Ancona con poca preparazione e senza aver fatto una gara indoor prima per problematiche legate alla visita medica sportiva agonistica, dunque non avevo alcuna aspettativa a riguardo. La misura non è stata sicuramente soddisfacente, tuttavia sono riuscita comunque ad andare in finale e ciò è sempre positivo”.

La stagione agonistica sta ripartendo con i TAC (test di allenamento certificati), quali sono le tue ambizioni per quest’anno?

“Vista la situazione CoVid-19, che purtroppo ha portato la maggior parte degli atleti, me inclusa, a non potersi allenare, non ho altissime ambizioni. Tuttavia è da più di un mese che sono tornata in pista carica e sicuramente in questa stagione cercherò di dare il meglio di me partendo in primis da costanza e dedizione. E magari se in questa stagione arriva un’altra finale ai Campionati Italiani, è ben accetta”.

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